Percorsi tra luce e design: intervista a Marco Acerbis

15 luglio 2009

Formazione al Politecnico di Milano, una lunga esperienza in uno degli studi più prestigiosi del mondo, come quello di Sir Norman Foster a Londra -esperienza più che invidiabile per ogni architetto-designer-.
Infine l’apertura di un suo studio in Italia da dove collabora con le più importanti aziende del settore: FontanaArte, Desalto, Max Design, Alias, Colombo Design solo per citarne alcune.
 
Oggi Marco Acerbis è uno dei giovani nomi di spicco nel panorama del design italiano ma anche internazionale.
Mauri Luce e Progetti ha avuto l’onore di averlo ospite per una serata durante i suoi PERCORSI FRA SENSAZIONI, LUCE E DESIGN e di conoscere più da vicino il suo lavoro:
 


AVION, Fontana Arte

 

AVION, Fontana Arte

 
Quanto sono stati importanti i vari passaggi della tua carriera lavorativa? Cosa ti ha dato la formazione al Politecnico, e cosa l’incredibile opportunità di lavorare in uno degli studi più ambiti del mondo come quello di Sir Norman Foster?
E’ stato importante realizzare, mentre ero al primo anno di università, che l’unico modo per imparare era mettersi alla prova sul campo e che per farlo bisognava andare all’estero dove la cultura è più meritocratica e dove in uno studio come quello di Foster si ha l’opportunità non solo di lavorare ma anche di guardare e capire una molteplicità di progetti che contemporaneamente vengono sviluppati. Successivamente è stato importante capire che dovevo accettare la sfida e provarci da solo. Per ora sono in Italia ma questo è un mestiere dove devi essere pronto a muoverti in base alle opportunità.
 
Ti muovi agilmente tra design e architettura, quale è il tuo approccio quando sei di fronte ad un nuovo progetto e da cosa parti? Suggestioni? Tecnologia? Natura?…
Parto dal buon senso e dalla mia necessità di creare un equilibrio tra ciò che mi viene chiesto, ciò che desidero e il contesto in cui opero.
 
Come definiresti il tuo stile?
Pulito e sincero
 

POLARIS, Fontana Arte

 

VERTIGO, Fontana Arte

 
Quanto sono importanti le tecnologie nel tuo percorso e nei tuoi progetti? Quanto sperimenti? Puoi citarci alcune delle tue creazioni più interessati sotto questo punto di vista?
Le tecnologia non hanno importanza in se, sono solo il mezzo per raggiungere un fine che c’era nella mente prima che ci fosse la tecnologia o senza sapere che ci fosse una tecnologia in grado di raggiungerlo. Penso sia la Vertigo che abilmente, piegando una lamiera, crea una forma piena, solida e perfetta.
 
Quanto conta l’ispirazione della natura nelle tue creazioni? Hai accostato l’immagine di un canyon alla Facciata dello Xeliox, l’Eclissi al Progetto della villa nelle Bahamas e il Taglio dei diamanti alla lampada Vertigo. Parlacene.
Noi siamo parte della natura, mi viene più facile ispirarmi guardando la natura perché è un qualcosa che ci accomuna tutti in tutto il mondo e in cui ci riconosciamo a prescindere da razze, religioni ed esperienze.
 
Nel mondo della produzione ci sono migliaia di tavoli, sedie, divani…. Il design è solo un gioco di stile? Che caratteristiche deve avere un oggetto perché rimanga impresso nella memoria divenendo un icona e non l’ennesima variazione si stile?
Deve passare la prova del tempo come tutti gli oggetti che oggi diciamo contemporanei e magari hanno centinaia di anni. Quindi, nessun mio oggetto è di design, forse tra qualche decennio comincerò ad intuire qualcosa in base a come regge il tempo. Per ora sono solo oggetti. Saranno davvero di design quando saranno usati e nessuno si domanderà chi li ha disegnati. Come nella natura: se vedi un albero non ti domandi ogni volta chi l’ha creato, lo apprezzi e basta o se vedi una ruota la usi ma non ti chiedi chi l’ha progettata o quando.
 

FLY, Alias

 

FLY, Alias



Quali sono le direzioni dove deve muoversi oggigiorno un progetto? Che significato hanno le parole “risparmioâ€, “ecologicoâ€, “eco-compatibile†nelle tue realizzazioni?

Equilibrio, buon senso e cultura dell’oggetto come opposto a ‘usa e getta’, consumismo sfrenato e cultura dell’ego. La sostenibilità non è un fatto progettuale, la sostenibilità è uno stile di vita che tutti noi dovremmo abbracciare e cercare di capire. Non mi ritengo un ambasciatore della sostenibilità ma soltanto qualcuno che magari si fa più domande di altri ma comunque non se le fa mai in numero sufficiente.
 
Quanto tieni conto delle abitudini di vita di un tuo committente nella progettazione di una abitazione privata? E di uno spazio pubblico? Cerchi solo la funzionalità e l’efficienza oppure è importante anche il confort dello spazio e il suo calore?
La funzionalità senza il calore umano è inutile. L’uomo necessita di riconoscersi nel calore dell’ambiente in cui vive ed è scontato che tale ambiente debba essere funzionale al fine per cui è progettato.
 
Come usi la luce nei tuoi progetti?
In modo che non sia troppo predominante e che lasci spazio alla luce naturale.
 
Da cosa parti per la progettazione di una lampada? Dall’effetto che farà l’oggetto nell’ambiente? O il tipo di luce che produrrà?
Da che tipo di lampada voglio progettare e quindi dalla luce che farà e da chi sarà l’utente ipotetico.
 


XELIOX

 

XELIOX

 

XELIOX

 
Quali tuoi progetti architettonici sono stati costruiti su esigenze di illuminazione?
Nessuno o tutti . L’illuminazione è la condizione per vedere. Sarebbe bello fare un museo per ciechi dove non c’è illuminazione ma solo stimoli per gli altri sensi e dove coloro che vedono devono essere presi per mano da coloro che non vedono, essendo tutto buio ma ricco di suoni, odori e sensazioni.
 
Nel campo dell’illuminazione si parla sempre di più di LED. Come vedi le potenzialità di questo nuovo sistema di illuminazione e cosa ne pensi dell’eliminazione delle vecchie lampadine a tungsteno?
Penso che abbia dei lati positivi perché in alcuni casi la luce è soffice, ha anche dei lati positivi dal punto di vista termico, ma penso che oggi non siano ancora alla portata di tutti. Per quanto riguarda le lampadine faccio a lei la domanda: è più facile riciclare le lampadine a incandescenza o quelle nuove a basso consumo? E’ più importante consumare meno energia elettrica con un prodotto più difficile da smaltire o viceversa? Chi decide cosa promuovere sul mercato mondiale si fa queste domanda? E’ un tema aperto ma nessuno sembra contribuire un granché se non quando scopre che le lampadine per far funzionare il pezzo di design anni 60 spariranno…ma allora era di design?
 
Cosa consiglieresti ad un giovane appena laureato?
Anni fa, un famoso e ormai vecchio architetto italiano a questa stessa domanda rispose :’ di sposare una donna ricca’. Forse è per questo motivo che tranne rari casi in Italia l’architettura non eccelle più dagli anni 60. Io invece gli consiglierei di imparare a disegnare a mano libera, studiare la storia dell’architettura e del design, leggere i giornali, viaggiare molto, confrontarsi con gli altri, vivere le architetture costruite, non guardarle solo sulle riviste, imparare almeno 4 lingue tra cui russo e cinese, lavorare all’estero, essere curioso di tutto, chiedersi sempre perché, non avere paura di fare domande, capire che differenza c’è tra un 1 metro e 10 metri, studiare la luce del sole…Insomma fare l’architetto, nessuno te lo può insegnare, nasci così.
 

Competizione per la torre TALL EMBLEM , Dubai

 

Competizione per la torre TALL EMBLEM , Dubai

 

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