LE MAGIE LUMINOSE DI PAUL

11 novembre 2008

Se il design, come il cinema, avesse una categoria “effetti speciali”, il londinese Paul Cocksedge ne sarebbe uno dei principali esponenti.

Nonostante la giovane età, 30 anni e un solo grande maestro dopo il Royal College of Art  -ma sufficiente visto che si tratta di Ron Arad- Paul inizia a mietere successi da subito grazie ad un lavoro che stupisce per come reinventa l’utilizzo della luce.

Merito di studi approfonditi e trucchetti niente male nati dall’attenta riflessione sulle leggi della fisica.

Per la prima edizione di Crystallize di Swarovski crea un lampadario di luce realizzato con cristalli e laser che, una volta spenti, fanno scomparire anche il grandioso chandelier.

 

 

 

Per Wellcome Trust realizza una vetrina dove due braccia gigantesche abbracciano simbolicamente la strada e mostrano arterie e vene illuminate con neon e led.

 

 

 

Per la Fondazione Trussardi studia un’ installazione con pareti nerissime rese visibili da raggi infrarossi di cellulari e fotocamere.

 

 

Sempre per Swarovski, durante l’ultima edizione del Fuori Salone stupisce nuovamente con l’istallazione romantica “Veli”: un luccicante sipario di quattro metri per tre, realizzato con 1440 cristalli, in grado di rivelare, se guardati attraverso uno specchio, una Monna Lisa intessuta nella trama di canapa.

 

 

 

 

Altra magia del richiestissimo designer è “Pole”, una lampada da tavolo o da terra disegnata per Established & Sons, con un look elegante e minimale che, come spiega lui stesso, “ribalta la convinzione secondo cui la luce si muova solo per linee rette”.

 

 

 

Una fibra ottica corre in un tubicino di materiale acrilico per curvarsi all’improvviso in basso, irradiando il suo chiarore fino ad un metro di distanza.

Insomma un nome assolutamente da seguire.

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