JAMES TURRELL_ARCHITETTURE DI LUCE

11 dicembre 2008

Architetto, artista, filosofo e interprete della luce, James Turrell da piĂą di 45 anni costruisce spazi per scrutare gli astri e godere della luce.

“Ci nutriamo di luce attraverso la pelle. E’ parte di noi. La beviamo dall’ambiente e poi va dritta al cervello, rendendoci persone felici. Per questo i luoghi in cui viviamo possono essere davvero potenti o al contrario togliere energia”.
 
 

 
 
Molti i riconoscimenti internazionali attribuitigli e le collaborazioni, a partire da quella con Tadao Ando con il quale ha creato edifici che sono sculture luminose, una laurea ad Honorem conferitagli dallo Iuav di Venezia e un Long Project, sogno bello, utopico e ovviamente grandioso che lo anima e lo tormenta da oltre trentanni,
Il Roden Crater Project è il suo capolavoro, un monumento alla percezione; la più grande opere d’arte ambientale al mondo.
 
 

 
 
Quando lo vide per la prima volta nel 1974 – un cratere di vulcano spento situato nella zona centrale del Painted Desert, presso Flagstaff, in Arizona- capì immediatamente che soltanto lì avrebbe potuto realizzare la sua idea di intervento su un ambiente che fosse capace di condizionare il nostro modo di vedere il cielo. “La natura, la luce, ma anche i grandi edifici costruiti dall’uomo, sono contenitori di messaggi e ci parlano continuamente”.
Il Roden Crater grazie all’assenza totale di inquinamento atmosferico è senza dubbio il luogo ideale per l’osservazione della luce, pratica che Turrell considera molto prossima alla meditazione.
 
 

 
 
“Mi piace usare la luce in modo non convenzionale. Non come strumento per illuminare cose, ma come oggetto in sè, capace di creare spazi che ci costringano a vedere finalmente noi stessi”.

Grazie alla collaborazione di architetti, ingegneri, geologi e astronomi l’artista americano ha ideato e in parte realizzato complesse strutture architettoniche totalmente ipogee che, grazie ad aperture verso l’esterno idoneamente orientate, consentono allo spettatore di catturare e interagire con i fenomeni luminosi, lunari, stellari o solari che essi siano. Si tratta, dunque, di un complesso sistema di stanze sotterranee che fungono da sofisticati osservatori astronomici, ma che sono soprattutto funzionali alle ricerche di Turrell sulla percezione: l’esaltante forza e visionarietà delle sue soluzioni spaziali unite al nitore del clima desertico dilatano ogni sensazione visiva, acustica e tattile, invitando il fruitore ad un’esperienza di tipo meditativo, in cui la consapevolezza di sé si accompagna al distacco dal mondo materiale.

 
 

 
 

 
 

 
 

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