Unâistallazione alta 8 metri da accogliere con religioso silenzio!
Rainbow Church, creata dal designer giapponese Tokujin Yoshioka, è una vetrata realizzata con 500 cristalli a forma di prisma che creano un effetto arcobaleno allâinterno dello spazio. In esposizione al Beyond Museum di Seoul dal prossimo maggio, Rainbow Church nasce da unâispirazione avuta quando il designer aveva ventâanni visitando la Chapelle du Rosaire a Nizza.
E proprio il lavoro di Henri Matisse sulla luce, progettista e decoratore della cappella, a distanza di anni ha condizionato fortemente questâopera.
âIl mio desiderio era quello di creare unâarchitettura dove gli uomini potessero sentire la luce con tutti i sensiâ.
Aspettiamo di poter ammirare lâopera finita!
Sono alla ricerca del perfetto equilibrio tra tecnologia e natura, e sperimentano spazi dove creare esperienze uniche. LAVA, studio di architettura che si divide tra Germania e Australia, ha pensato ad una curiosa seconda pelle per rivestire i vecchi edifici della cittĂ . La struttura, dotata di pannelli fotovoltaici, sarebbe in grado di produrre energia e darebbe una veste completamente nuova agli edifici, ridisegnando inoltre lâilluminazione notturna dello sky-line cittadino.
Un bosco tutto dâoro per lâingresso del British Land Regentâs Place Pavilion.
Risultato di un concorso organizzato dalla Architecture Foundation, il progetto è un labirinto di pali sottilissimi alti 8 metri che sorreggono un tetto di appena 3mm studiato da Carmody Groarke e Arup.
Una sfida ingegneristica dallâeffetto sorprendente che regala due diverse esperienze di giorno e di notte.
Entrare al suo interno è come costruire un confine tra lo spettatore e lo spazio circostante: è come essere in una foresta dove lâintorno è attutito e visibile solo a tratti.
Al centro una grande apertura che incornicia il cielo, un poâ il centro del labirinto.
Di notte lâemozione è diversa. Scompare la visione del cielo ma lâilluminazione puntuale a LED fa prendere vita alla foresta conferendogli una tonalitĂ dâoro davvero entusiasmante.
Muri bianchi, poltrone bianche, niente musica nĂŠ cellulari. E sensi piĂš accesi: lâobiettivo dello svedese Iglo LjusCafè è creare unâatmosfera di totale tranquillitĂ , dove godere i benefici dellâingrediente extra che il bar-ristorante di Stoccolma aggiunge al menĂš bio: la luce. Una trentina di lampadine fluorescenti rivolte verso il soffitto illuminano di una luce bianca il locale dove gli ospiti, indossato un poncho bianco, fanno rifornimento della luce che manca allâinverno nordico. Il risultato, dopo unâora di full immersion, è il passaggio da una sensazione di stanchezza a una rivitalizzazione di sensi ed attenzione.
Un gigantesco video-wall dinamico a 360° che sovrastava il palco ha incantato tutti coloro che lo scorso 7 luglio li hanno potuti ammirare a San Siro. Lo show degli U2, in scena fino a fine ottobre in Europa e Stati Uniti, è spettacolare, musica a parte, anche grazie ad unâimmensa creatura nata dalla collaborazione tra Barco, che ha realizzato fisicamente la struttura, Hoberman , che lâha ideata e Willie Williams e Mark Fisher, lighting designer degli U2. Un video wall composto da oltre 500 mila pixel, in grado di cambiare dimensione, di contrarsi o espandersi a piacimento in altezza e larghezza.
I Pixel-LED sono montati su una struttura realizzata a maglie di acciaio inossidabile e alluminio aeronautico che, una volta assemblate, compongono un gigantesco monitor a 360° di circa 353 m2 di superficie, diametro variabile da 14 a 26m e del peso di circa 45 tonnellate , sospeso sopra il palco e in grado di estendersi in altezza fin quasi a coprire Bono e compagni.
Per vedere la creatura guardate questo video:
mentre qui trovate le fasi di realizzazione dello schermo:
La luce come parte fondante della progettazione di uno showroom. Ne sa qualcosa chiunque abbia abbandonato frettolosamente un camerino (peraltro senza acquistare) per colpa di una luce un poâ troppo sadica. Ma anche chi, dallâaltra parte della barricata, sa quanto una luce corretta in una vetrina possa sollecitare la vendita di un prodotto.
Con questo spirito in mente il gruppo Max Mara ha affidato la riprogettazione del proprio showroom milanese, quattro piani per un totale di 1400mq, ad un pool di esperti guidati da Duccio Grassi, a capo dellâomonimo studio di architettura, e Mario Nanni, progettista poetico di ambienti luminosi.
Il risultato? Uno spazio rivisitato nelle sue proporzioni ed esaltato da un uso consapevole della luce. La vetrina, ad esempio, è illuminata anche durante il giorno, per annullare i riflessi sul vetro, mentre di notte catalizza lâattenzione con una luce che illumina i campi lunghi senza però rinunciare alla valorizzazione di alcuni tra vestiti e accessori.
Gli abiti in esposizione, come nel caso di quelli da sposa, sono valorizzati invece da luci nascoste dietro a quinte che esaltano lâeffetto teatrale dellâallestimento. Nei luoghi di attesa, come davanti al camerino o allâascensore, è stata favorita una luce soffusa, piĂš vicina alla penombra, per creare degli angoli di disintossicazione dalla luce. Nei camerini, invece, una luce morbida si accende soltanto nel momento in cui qualcuno la occupa. Grande attenzione anche allâabbattimento dei consumi, grazie allâimpiego di lampade a fluorescenza e a Led.
Ma chi ha detto che le scuole elementari sono posti noiosi, vecchi e molto tristi? A dare una svolta a queste affermazioni ci ha pensato lo studio tedesco Die Baupiloten che ha progettato uno spazio dove istruzione, gioco, divertimento e mistero convivono armoniosamente.
Uno scuola progettata per incoraggiare lâimmaginazione e lâinterazione dei ragazzi che devono scalare, nascondersi, investigare, osservare tra: il labirinto estivo, il giardino segreto, la foresta da arrampicare e molti altri. Insomma: il set perfetto per una spy story.
Molta importanza è stata data allâilluminazione. Lâambiente, molto chiaro, è illuminato da spot luminosi e led di colori gioiosi e molto vicini alla fantasia dei bambini: verdi accesi, rosa e fucsia, giallo limone che cambiano durante le ore del giorno e dellâintensitĂ del sole che filtra dalle finestre e gioca con gli specchi colorati regalando ombre sempre diverse.
Anche se ha un poâ di anni questo progetto dello studio Heatherwick Studio non smette di stupirci ancora oggi.
Una vera e propria architettura di luce che prende spunto dalle corazze dei ricci e dai loro aculei di protezione. In questo caso gli aculei dellâedificio, circa 5000 pungiglioni cavi di alluminio anodizzato di 15 mm, terminano con un layer arancio di materiale acrilico. Basta quindi una luce posizionata esattamente al centro del cubo per illuminare uniformemente tutte le terminazioni e dare vita ad una vera e propria opera dâarte luminosa e abitabile.
Il Social Club, indirizzo del momento per le notti parigine piĂš Ă la page, si è rinnovato recentemente con unâinstallazione luminosa temporanea dal fascino rigoroso: una griglia di luci che rimanda ad un immaginario neon mai passato completamente di moda. Unâestetica anni â80, peraltro in linea con la natura musicale del club, che ospita spesso le nuove generazioni di electro dâoltralpe.
Il progetto, realizzato dal collettivo Exyzt in collaborazione con la crew del Social Club, sottolinea lâasperitĂ di ogni angolo ed insieme gioca con la composizione volumetrica dello spazio.
Peccato però che, a giudicare dai commenti di chi câè stato, la folla delle tre del mattino riesca benissimo a nascondere lâeffetto delle luci. Della serie, meglio in foto che nella realtĂ !
Lâedificio piĂš altro del Qatar? Lo Sports City Tower che con i suoi 300 metri dâaltezza è quello che svetta di piĂš sullo skyscraper della cittĂ . Ma a farlo risaltare sugli altri non è solo lâaltezza ma anche lâimpianto dâilluminazione mastodontico: 4000 lampade cambiacolore a led che lo rivestono completamente.
Il progetto, firmato dal Lighting Design Kevan Shaw, prevede sei Luxeon LED da 1 watt della Philips Lumileds per ogni faretto, mentre lâintero sistema eâ controllato dal software Colour Tramp dellâArtistic License, tramite unâestesa rete Art-Net DMX over Ethernet che usa cavi a fibra ottica a larga banda per la distribuzione verticale sulla torre.
Per la realizzazione sono stati necessari 200 km di cavi per collegare i 4000 faretti led ai 405 alimentatori e 19.000 ore per lâinstallazione.
Al suo interno trovano spazio anche un hotel a 5 stelle, un museo dello sport ed un ristorante panoramico al livello piĂš alto.