E’ appena uscito dal college londinese Caberwell e ha già piazzato un colpo da vero maestro. Il giovane designer Chieh-ting Huang ha realizzato il progetto ‘Urban camper lighting objects’, una linea di lanterne che uniscono cultura orientale e occidentale. Se da una parte le lampade orientali sono di struttura e forma leggera, con un interno in carta per mitigare e rendere l’effetto della candela interna ancora più soffusa, quelle occidentali hanno una struttura prevalentemente in metallo e un interno in vetro, per proteggere la fiamma dalle correnti d’aria.
Due mondi molto lontani riuniti in un unico progetto.
La linea di Chieh-ting Huang si compone di una struttura in legno, ottenuta con taglio laser e una luce schermata da un volume in carta. La scelta dei toni rosso e arancio è per ricordare il colore del fuoco.
Un progetto interculturale molto interessante, sviluppato con forma accattivanti e dal design piacevole, che ricordano ora piccole mongolfiere, gemme preziose o lanterne dal design tradizionale.
Una lampada dalla minima complessità formale e dalla massima influenza architettonica. Potrebbe essere riassunta così COMPAS LAMP di Noon Studio composto dal duo Gautier Pelegrin e Vincent Taïani, team specializzato nella creazione di oggetti dal design lineari e sincero che usa solo materiali tradizionali e regole della più solida e tradizionale scuola di architettura.
Materiali ridotti al minimo per un lampadario che ricorda un compasso di forma maxi, appoggiato contro il muro. Una forte componente architettonica ma anche grafica. E proprio i due ambiti influenzano maggiormente il duo, impegnato in un lavoro di pulizia formale, per la creazione di oggetti che si integrino con il resto dello spazio. “Ci impegniamo a creare oggetti che non vivano da soli†dichiara Pelegrin, “ma che diano anche spazio e vuoto in modo tale che l’oggetto possa respirare all’interno del contesto. E ci ricorda di fare lo stessoâ€.
Lineari, rigorose e dal design leggero che si ispira alle regole della sezione aurea. Ripercorrendo la tradizione giapponese del Shoji, il designer olandese Ben Werkt ha creato una linea di lampade che comprende modello da terra, a sospensione e da tavolo. La struttura è fatta a mano in legno di cedro rosso e carta di riso verniciata, per rafforzarne la struttura.
E come tocco finale un interruttore, sempre in cedro rosso, con un cavo avvolto da una guaina in cotone giallo.
Durante l’ultima edizione di Design Miami / Basel 2011 il designer londinese Fredrikson Stallard ha presentato Iris, un’interpretazione unica dell’occhio umano realizzata con oltre 600 cristalli Swarovski tagliati a mano.
Un’installazione che esalta le caratteristiche dei cristalli e crea un interessante e poetico legame tra il prezioso materiale e l’occhio, strumento umano che ci consente di apprezzare tutte le qualità del brillante materiale.
Reinterpretando i motivi grafici tradizionali dei tessuti kilim, ‘Luce e’, dello studio serbo Kako.ko, è una lampada dallo stile essenziale e geometrico in grado di assumere diverse posizioni, regalando un effetto luminoso ogni volta diverso. Prodotte da Buck, “Luce e†ha una struttura leggera e semplice in alluminio e sfrutta un’illuminazione LED ad alta efficienza energetica.
Come tutti i loro prodotti, anche le lampade Taquara e Ramoscello sono realizzate rigorosamente a mano e ottenute combinando un materiale duttile e sorprendente come la resina con bamboo e con foglie e rami di faggio. L’ultima creazione dei vulcanici fratelli Campana è realizzata per l’azienda Corsi Design Factory di Milano, già famosa per la serie di vasi in resina realizzati in collaborazione con Gaetano Pesce.
Il risultato sono una serie di pezzi unici che integrano un materiale colorato e duttile come la resina con elementi naturali in arrivo proprio dal Brasile, terra d’origine del duo. Una sorta di marchio dei designer impegnati in una costante ricerca verso innovazione formale e recupero di elementi più tradizionali e poveri.
Dalla Scuola Politecnica di Design, una serie di lampade “couture” in vetro di Murano, soffiato rigorosamente a mano, create a partire da scarti della produzione. Il risultato sono una serie di pezzi inusuali ed unici, ideati e composti da Hiromi Fukikoshi, Kelli Pearson, Isaac Piñero e Roberto Rossi. Il progetto partecipa al premio Targa Giovani, manifestazione collaterale della XXII edizione del Compasso d’Oro, che premia le migliori tesi delle scuole di design italiano.
Ragazzo prodigio del design, il giovane Benjamin Hubert spazia con disinvoltura dalle lampade, agli arredi, alle borse. “Mi piace immaginare e costruire cose che le persone possano usareâ€, dichiara Benjamin. “Ritengo che il design debba essere funzionale e accessibile: una via di mezzo tra servizio ed emozione, che debba trovare l’equilibrio tra espressività e funzionalità .
TREIS è l’ultima sua creazione per Kundalini e prende spunto dai processi di lavorazione dell’alluminio nel mondo dell’automobile per creare forme fluide e leggere. Un risultato notevole che utilizza un policarbonato prismatico che consente alla luce una diffusione e riflessione notevole.
Dopo il successo della precedente collaborazione con l’azienda spagnola Metalarte, Jaime Hayón ci riprova con la collezione Copacabana, presentata durante la scorsa Design Week. Una linea in ceramica che troviamo nella versione a parete, a sospensione e chandelier.