L’artista cileno Ivan Navarro trasforma i tubi fluorescenti in mobili, sedie, scale, porte, carrelli della spesa. Opere seducenti e all’apparenza gioiose, in realtà nascondono una certa dose di paura. Navarro utilizza infatti la luce – un simbolo di speranza e di verità – come forma di denuncia. “Ho compreso i fatti del Cile sotto la dittatura di Pinochet solo quando me ne sono allontanato e mi sono trasferito negli Stati Uniti”.
Non sarà la lampada ideale da mettere nel soggiorno ma sicuramente è perfetta per party e club. The Particle è una scultura cinetica, ideata dal visual artist Alex Posada, composta da cerchi metallici in movimento e LED che, muovendosi, disegnano circonferenze che ricordano il nostro sistema solare. Il tutto accompagnato da un sottofondo musicale.
Flower Light è una lampada a sospensione che ricorda un fiore.
Ideato dal designer ceco Filip Streit per la ATEH ha vinto il Good Design Award 2009 , il premio assegnato dall’Università di Chicago.
Particolarità : i petali sono realizzati con tre tubi fluorescenti attorno ai quali è stata costruita la struttura in vetro opaco. Lo stelo che collega la lampada al soffitto è invece realizzato con un tubo flessibile che permette di direzionare la luce e di scegliere l’altezza giusta.
Bernardi Roig è un artista multimediale di stanze e Palma di Mallorca, che con il suo lavoro –tra scultura, fotografia e video– esplora la rappresentazione del corpo umano, utilizzando materiali come il fuoco e i suoi sottoprodotti: cenere, carbone, legno bruciato e luce al neon. Ossessionato da temi come immortalità , estetica, erotismo e morte, tutta la sua opera si focalizza su un messaggio molto preciso: l’uomo pensante deve recuperare la sua capacità di relazionarsi a livello più intimo con gli altri. Abbiamo bisogno di maggiore dialogo e comprensione.
Come commemorare 130 anni di onorato servizio? La lampadina ad incandescenza va in pensione e diventa il simbolo dell’opera What Watt? del designer Tim Fishlock.
Una scultura realizzata da bel 1.243 lampade ad incandescenza assemblate in una perfetta maxi-sfera. Ad illuminarle? La luce di una lampadina di nuova generazione a basso consumo energetico. Ovviamente!
Il lavoro di Enzo Catellani visto dagli occhi del giovane regista Francesco Torricella: un mondo fatto di ombre, luci, suggestioni.
Due corti realizzati per l’inaugurazione della mostra presso il Righello di Milano focalizzati sui gesti del maestro al lavoro, le sue creazioni e i dettagli delle sue lampade.
E ancora, Enzo Catellani e Filippo Cannata a colloquio mentre si confrontano su tematiche inerenti alla luce e mentre discutono degli ultimi dettagli dell’installazione.
Mise en scène
“Mise en scène” e “Dialoghi” sono due spezzoni tratti dal film su Enzo Catellani – prodotti in collaborazione con Mauri Luce e Progetti – che il giovane regista Torricella sta portando a termine.
Una retrospettiva sul luminoso mondo di Catellani & Smith dove scoprire come nascono le lampade della collezione, entrare negli spazi dell’azienda e della filosofia del designer.
La ville Lumière si trasferisce a Milano. Dopo il grande successo ottenuto dalla prima edizione di Light exhibition design – voluta dall’assessore all’Arredo urbano del Comune, Maurizio Cadeo, e curata da Beatrice Mosca e Marco Amato si è deciso che alcune delle opere proposte resteranno accese 365 giorni l’anno.
Stazione Centrale
Dal Duomo alla Stazione Centrale, dalla Triennale ai Navigli. L’idea è dello stesso Cedeo: “Non solo è un progetto dal punto di vista estetico molto bello. No, c’è di più. C’è che Milano è la capitale del design ed è giusto che la testimonianza di questa nostra eccellenza viva tutto l’anno”.
Torre Branca
Così a rimanere accese saranno le luci del Duomo, su rosoni e absidi. Stesso destino per le proiezioni firmate da Alain Guillot sulla Stazione Centrale. E ancora: illuminazione definitiva per la Torre Branca, l’Arengario e Corso Como. Luci, ancora sulla chiesa di piazzale Aquileia, sulla facciata disegnata da Giò Ponti. E sul naviglio Grande, con fasci colorati azionati da una manopola “leonardesca”, e sulle guglie della Triennale, con l’illuminazione firmata da Maurizio Lucchi. Insomma: Natale tutto l’anno!
Basta un tocco alla carta da parati per accendere una lampada, riprodurre musica, o controllare il tostapane e il termostato. The Living Wall project -una wallpaper-interattiva- nasce da uno studio capitanato da Leah Buechley del Massachusetts Institute of Technology Media Lab e, oltre che da decorazione della casa, è in grado di controllare i dispositivi elettronici.
Il progetto utilizza vernici magnetiche e conduttive per creare circuiti dal design attraente.
24.000 LED colorati ultrapiatti e flessibili hanno reso possibile la realizzazione di questo abito morbido come un tessuto.
E’ l’idea di CUTECIRCUIT, gruppo londinese che si è cimentato nell’ardua impresa. A renderla possibile uno strato di seta, a cui sono collegati i circuiti, e quattro strati di ciffon posizionati sopra i LED che ne diffondono la luce.
L’abito è munito di batterie che consentono un’usabilità luminosa per 30-60 minuti. Buona passeggiata!
36 skaters con neon montati sulle teste corrono nelle strade di San Francisco per Freebord, una marca di skates. E nasce un’illuminante partita a human tetris. Una simulazione speciale che diventa virale.