Lui, il “rettangolo luminoso”, è sempre più presente e i creativi non si fanno di certo pregare nel trovare applicazioni sempre più laboriose e illuminate, è proprio il caso di dire.
L’oggetto in questione è l’iPad, ovviamente, e l’ultima applicazione arriva da Londra dove lo studio Berg in collaborazione con Dentsu London hanno ideato un’applicazione per estrudere oggetti in forme tridimensionali. Come? Basta una stanza buia e una camera per riprendere il tutto.
Linee, colori, luci, geometrie. Le opere di Dan Flavin continuano ad accendere spazi e gallerie di tutto il mondo con fluorescenze e composizioni sempre inaspettate.
Si muovono nell’ombra e utilizzano il buio proprio come una tela, per dipingere scenari inaspettati, per dare forma a pensieri e riflessioni, per regalare un attimo di magia e stupore a spettatori che capitano sulla scena quasi per caso.
I Luzinterruptus sono un collettivo anonimo di artisti che dal 2008 agita le strade notturne spagnole utilizzando LED e semplici istallazioni per sensibilizzare la città verso problemi che passano inosservati ad autorità e cittadini, ma anche per abbellire zone un po’ in ombra con uno spirito artistico.
Insomma un piccolo grande regalo per la cittĂ .
L’ultima installazione?
80 “presenze” che hanno animato il fiume Albacete, sulle montagne orientali della Mancha, luogo un po’ dimenticato dai percorsi turisti tradizionali.
Tre cubi realizzati con barre d’ottone, LED e hardware – animati da algoritmi comportamentali e sensori del suono – in grado di interagire e modificarsi con la presenza degli spettatori.
La presenza umana crea infatti un paesaggio sonoro che modifica direttamente il comportamento di tutto l’ambiente circostante di Swarm Light, istallazione in grado di catturare e tradurre in luce e ombra suoni e movimenti del pubblico.
Il risultato è una coreografia di segnali luminosi fluidi in mostra presso Design Miami / Basel Art 2010, realizzato dal gruppo Random International. Un esempio che mostra come i confini tra arte, design, architettura e tecnologia siano sempre più sottili e percorribili.

Un’istallazione dal forte impatto visivo che mette in scena una spettacolare deflagrazione: nove automobili identiche trapassate da aste di luce per simulare un’esplosione ciclica, irreale e congelata a simboleggiare gli attentati dell’11 Settembre di New York.
«Inopportune: Stage One» è una delle istallazioni più famose dell’artista cinese Cai Guo-Qiang, una perfetta metafora di un mondo in cui convivono bellezza e violenza e nel quale c’è l’urgenza di distruggere per far rinascere qualcosa. Realizzata nel 2004 per il Seattle Art Museum, l’opera è in esposizione alla 17° Biennale di Sydney.
Una pioggia primaverile leggera e poetica. E’ l’istallazione pensata dallo studio londinese Troika per il padiglione inglese all’Expo di Shanghai.
Il team di designer ha utilizzato LED sincronizzati rivestiti con un sistema di lenti che rifrangono la luce, proiettandola a terra con un effetto alone. Il risultato ricorda le gocce di pioggia che toccano una superficie d’acqua, un effetto leggero e poetico che anima lo spazio e che si ispira ad uno dei più semplici fenomeni naturali. Un concetto narrativo che invita i visitatori a sperimentare il tempo, il vento, la nebbia, la pioggia. Insomma, scenari tanto comuni in Inghilterra!
Intrattenimento multimediale e multisensoriale home version. Istallata nel bel mezzo del living in un’abitazione dal gruppo londinese Candy & Candy, Radius è un’istallazione LED dove la luce reagisce a tempo di musica.
Ideata da Random International forse sarebbe una soluzione più indicata per un club che per un living dal sapore decò.
Ma come si dice: il cliente ha sempre ragione!
Ormai è questione di ore.
Da domani parte ufficialmente il Salone del Mobile di Milano e tutti i suoi eventi.
E si preannuncia davvero imperdibile quello di FOSCARINI che ci guiderà attraverso Inside: un percorso sensoriale ed emotivo ideato da Vicente Garcia Jimenez con contributi video di Massimo Gardone e Fabio Bressan e musiche originali di Francesco Morosini. 


Un’opera artistica emozionale che coinvolgerà il visitatore immerso in un tunnel di effetti digitali e musiche in sincrono e ci guiderà fino all’esposizione dei prodotti novità -2010: Troag, Aplomb, Tua, Bahia eLumiereXXS.
E’ l’istallazione al neon del giovane artista-performer Yochai Matos, creata ad hoc per il Watermill Center fondato a Long Island dal regista e visual artist americano Robert Wilson.
L’opera, perfettamente inserita nel paesaggio, è solo uno dei lavori che ogni anno un gruppo di artisti selezionati realizza per il centro.
Una nuova esperienza che coinvolge il gusto, incuriosisce e rapisce la vista e fa partecipare anche il tatto. L’idea è della giovane designer Tina Conforti che con il progetto GELED ha usato la fibra ottica per trasformare un consueto finger-food in un’esperienza assolutamente innovativa.
L’oggetto del desiderio? Piccole porzioni di molluschi, formaggi e frutta contenuti all’interno di uno strato di gelatina, aromatizzata e chiarificata, retroilluminate da fibre ottiche poste sotto il piano di legno che fa da vassoio.
Il risultato sono assaggi dall’inconsueta aurea luminosa.
“Geled nasce da un’attenta riflessione tra gusto e oggetto, cibo e luce” dice la designer Tina Coforti, “gli alimenti visti come un prodotto di design che va studiato e progettato a 360° considerando tutti quei punti che sono alla base di una progettazione, partendo dalla ricerca effettuata “in cucina”, e intendo la “manipolazione” di alimenti genuini in modo naturale, fino ad arrivare al prodotto finito passando per le varie fasi di realizzazione calcolando le giuste dosi per evitare qualsiasi tipo di spreco. Una ricerca “tecnologica” legata al design, alla forma del prodotto stesso e alla gestualità che si consuma insieme al cibo”.
Una bella idea luminosa che ci piacerebbe tanto assaggiare!