Bernardi Roig è un artista multimediale di stanze e Palma di Mallorca, che con il suo lavoro –tra scultura, fotografia e video– esplora la rappresentazione del corpo umano, utilizzando materiali come il fuoco e i suoi sottoprodotti: cenere, carbone, legno bruciato e luce al neon. Ossessionato da temi come immortalità , estetica, erotismo e morte, tutta la sua opera si focalizza su un messaggio molto preciso: l’uomo pensante deve recuperare la sua capacità di relazionarsi a livello più intimo con gli altri. Abbiamo bisogno di maggiore dialogo e comprensione.
Come commemorare 130 anni di onorato servizio? La lampadina ad incandescenza va in pensione e diventa il simbolo dell’opera What Watt? del designer Tim Fishlock.
Una scultura realizzata da bel 1.243 lampade ad incandescenza assemblate in una perfetta maxi-sfera. Ad illuminarle? La luce di una lampadina di nuova generazione a basso consumo energetico. Ovviamente!
Il lavoro di Enzo Catellani visto dagli occhi del giovane regista Francesco Torricella: un mondo fatto di ombre, luci, suggestioni.
Due corti realizzati per l’inaugurazione della mostra presso il Righello di Milano focalizzati sui gesti del maestro al lavoro, le sue creazioni e i dettagli delle sue lampade.
E ancora, Enzo Catellani e Filippo Cannata a colloquio mentre si confrontano su tematiche inerenti alla luce e mentre discutono degli ultimi dettagli dell’installazione.
Mise en scène
“Mise en scène” e “Dialoghi” sono due spezzoni tratti dal film su Enzo Catellani – prodotti in collaborazione con Mauri Luce e Progetti – che il giovane regista Torricella sta portando a termine.
Una retrospettiva sul luminoso mondo di Catellani & Smith dove scoprire come nascono le lampade della collezione, entrare negli spazi dell’azienda e della filosofia del designer.
La ville Lumière si trasferisce a Milano. Dopo il grande successo ottenuto dalla prima edizione di Light exhibition design – voluta dall’assessore all’Arredo urbano del Comune, Maurizio Cadeo, e curata da Beatrice Mosca e Marco Amato si è deciso che alcune delle opere proposte resteranno accese 365 giorni l’anno.
Stazione Centrale
Dal Duomo alla Stazione Centrale, dalla Triennale ai Navigli. L’idea è dello stesso Cedeo: “Non solo è un progetto dal punto di vista estetico molto bello. No, c’è di più. C’è che Milano è la capitale del design ed è giusto che la testimonianza di questa nostra eccellenza viva tutto l’anno”.
Torre Branca
Così a rimanere accese saranno le luci del Duomo, su rosoni e absidi. Stesso destino per le proiezioni firmate da Alain Guillot sulla Stazione Centrale. E ancora: illuminazione definitiva per la Torre Branca, l’Arengario e Corso Como. Luci, ancora sulla chiesa di piazzale Aquileia, sulla facciata disegnata da Giò Ponti. E sul naviglio Grande, con fasci colorati azionati da una manopola “leonardesca”, e sulle guglie della Triennale, con l’illuminazione firmata da Maurizio Lucchi. Insomma: Natale tutto l’anno!
Basta un tocco alla carta da parati per accendere una lampada, riprodurre musica, o controllare il tostapane e il termostato. The Living Wall project -una wallpaper-interattiva- nasce da uno studio capitanato da Leah Buechley del Massachusetts Institute of Technology Media Lab e, oltre che da decorazione della casa, è in grado di controllare i dispositivi elettronici.
Il progetto utilizza vernici magnetiche e conduttive per creare circuiti dal design attraente.
24.000 LED colorati ultrapiatti e flessibili hanno reso possibile la realizzazione di questo abito morbido come un tessuto.
E’ l’idea di CUTECIRCUIT, gruppo londinese che si è cimentato nell’ardua impresa. A renderla possibile uno strato di seta, a cui sono collegati i circuiti, e quattro strati di ciffon posizionati sopra i LED che ne diffondono la luce.
L’abito è munito di batterie che consentono un’usabilità luminosa per 30-60 minuti. Buona passeggiata!
36 skaters con neon montati sulle teste corrono nelle strade di San Francisco per Freebord, una marca di skates. E nasce un’illuminante partita a human tetris. Una simulazione speciale che diventa virale.
Creativa, illuminante, pop e decisamente web 2.0. SweatShoppe è l’ultima trovata del duo di artisti Bruno Levy e Blake Shaw che hanno sviluppato “graffiti” video ottenuti da LED verdi.
Gli attrezzi? Il rullo di Video Paint che non lascia impronte sulla parete, una videocamera, unita ad un proiettore che segue la posizione del rotolo, e il video che trasmette in tempo reale quando l’artista “dipinge” sul muro.
Brillante idea di live video painting, graffiti elettronica, marketing e architettura.
Kit Monkman e Tom Wexler, artisti digitali di KMA, hanno creato un gioco interattivo e sportivo da praticare negli spazi pubblici delle città . Tre le città test del progetto, tutte del nord-est dell’Inghilterra: Gateshead, Sunderland e Middlesbrough in gara tra di loro dal 29 ottobre al 1 novembre.
KMA utilizzerĂ delle luci proiettate e una tecnologia che si basa su immagini-termiche per creare dei campi interattivi in cui il movimento umano provoca diversi effetti di luce. I movimenti fisici dei giocatori determinano il risultato del gioco, che si svolgerĂ a dieci cicli al minuto, attraverso una serie di livelli.
L’obiettivo di questo gioco-installazione è quello di applicare l’innovazione digitale anche in campi diversi da quelli usuali, oltre a garantire una nuova fonte di divertimento.
Molto interessante anche il concept implicito del lavoro: ad essere illuminato, infatti, non è tanto lo spazio urbano quanto le persone che lo occupano. Valorizzando per una volta non tanto l’architettura ma l’interazione tra i cittadini nello spazio pubblico. Il gioco, aperto a tutti, non esclude le persone con mobilità limitata.
Teatro a cielo aperto per Bayer che ricopre di led i 17.500 metri quadrati di superficie del building center di Berlino per dar vita ad un vero e proprio spettacolo multimediale. Un sipario rosso ad indicare l’inizio dello show, poi un susseguirsi di effetti di colore, immagini in dissolvenza, effetti 3D.
Un grande impatto sulla città , ottenuto con 5 milioni di LED, ma che sicuramente poteva spingersi un po’ oltre e ispirarsi, suggeriamo noi, ad artisti multimediali come Bill Viola (o ai tanti altri in circolazione). Quello che ci è piaciuto di più? Basta un pulsante per spegnere ed annullare completamente l’intero palazzo.
Che sia stata solo un’illusione?