Sacra luce: nel Watermill Center protagonista il neon

4 marzo 2010


 
Una fiamma di luce tra gli alberi.

E’ l’istallazione al neon del giovane artista-performer Yochai Matos, creata ad hoc per il Watermill Center fondato a Long Island dal regista e visual artist americano Robert Wilson.
 

 
L’opera, perfettamente inserita nel paesaggio, è solo uno dei lavori che ogni anno un gruppo di artisti selezionati realizza per il centro.

via | todayandtomorrow
 

 

Geled: finger food luminoso

24 febbraio 2010

Tina Conforti geled
 
Una nuova esperienza che coinvolge il gusto, incuriosisce e rapisce la vista e fa partecipare anche il tatto. L’idea è della giovane designer Tina Conforti che con il progetto GELED ha usato la fibra ottica per trasformare un consueto finger-food in un’esperienza assolutamente innovativa.
 
Tina Conforti geled
 
L’oggetto del desiderio? Piccole porzioni di molluschi, formaggi e frutta contenuti all’interno di uno strato di gelatina, aromatizzata e chiarificata, retroilluminate da fibre ottiche poste sotto il piano di legno che fa da vassoio.
Il risultato sono assaggi dall’inconsueta aurea luminosa.

 
Tina Conforti geled
 

“Geled nasce da un’attenta riflessione tra gusto e oggetto, cibo e luce” dice la designer Tina Coforti, “gli alimenti visti come un prodotto di design che va studiato e progettato a 360° considerando tutti quei punti che sono alla base di una progettazione, partendo dalla ricerca effettuata “in cucina”, e intendo la “manipolazione” di alimenti genuini in modo naturale, fino ad arrivare al prodotto finito passando per le varie fasi di realizzazione calcolando le giuste dosi per evitare qualsiasi tipo di spreco. Una ricerca “tecnologica” legata al design, alla forma del prodotto stesso e alla gestualità che si consuma insieme al cibo”.

Una bella idea luminosa che ci piacerebbe tanto assaggiare!

L’opera luminosa di Ivan Navarro

15 febbraio 2010


 

 
L’artista cileno Ivan Navarro trasforma i tubi fluorescenti in mobili, sedie, scale, porte, carrelli della spesa. Opere seducenti e all’apparenza gioiose, in realtà nascondono una certa dose di paura. Navarro utilizza infatti la luce – un simbolo di speranza e di verità – come forma di denuncia. “Ho compreso i fatti del Cile sotto la dittatura di Pinochet solo quando me ne sono allontanato e mi sono trasferito negli Stati Uniti”.
 

 

 
Così la sua sedia di neon bianca rappresenta quella elettrica, mezzo tanto caro al regime e non un opera di design in formato lampada.
Navarro – come dice Antonio Arévalo – appartiene “alla generazione di artisti latinoamericani che dagli anni’90 rielaborano i rapporti fra modernità e contemporaneità, partendo dalle esperienze delle avanguardie più puriste dell’arte moderna, dall’astrattismo geometrico al costruttivismo e all’arte concreta, fino ad arrivare al minimalismo, all’arte ottica e alle loro derivazioni più contemporanee”.
 

 

 

 

 

The Particle_la luce che imita il sistema solare

8 febbraio 2010


 
Non sarà la lampada ideale da mettere nel soggiorno ma sicuramente è perfetta per party e club.
The Particle è una scultura cinetica, ideata dal visual artist Alex Posada, composta da cerchi metallici in movimento e LED che, muovendosi, disegnano circonferenze che ricordano il nostro sistema solare. Il tutto accompagnato da un sottofondo musicale.

 

The Particle v1.0 from Alex Posada on Vimeo.

 
 

 

Flower Light: un fiore fluorescente

4 febbraio 2010

Flower Light
 
Flower Light
 
Flower Light è una lampada a sospensione che ricorda un fiore.
Ideato dal designer ceco Filip Streit per la ATEH ha vinto il Good Design Award 2009 , il premio assegnato dall’Università di Chicago.
 
Flower Light
 
Particolarità: i petali sono realizzati con tre tubi fluorescenti attorno ai quali è stata costruita la struttura in vetro opaco. Lo stelo che collega la lampada al soffitto è invece realizzato con un tubo flessibile che permette di direzionare la luce e di scegliere l’altezza giusta.
 
Flower Light
 

La luce artistica di Bernardi Roig

1 febbraio 2010

Bernardi Roig è un artista multimediale di stanze e Palma di Mallorca, che con il suo lavoro –tra scultura, fotografia e video– esplora la rappresentazione del corpo umano, utilizzando materiali come il fuoco e i suoi sottoprodotti: cenere, carbone, legno bruciato e luce al neon. Ossessionato da temi come immortalità, estetica, erotismo e morte, tutta la sua opera si focalizza su un messaggio molto preciso: l’uomo pensante deve recuperare la sua capacità di relazionarsi a livello più intimo con gli altri. Abbiamo bisogno di maggiore dialogo e comprensione.

Una scultura commemorativa per le lampadine ad incandescenza

29 gennaio 2010

 
what watt
 
what watt
 

Come commemorare 130 anni di onorato servizio? La lampadina ad incandescenza va in pensione e diventa il simbolo dell’opera What Watt? del designer Tim Fishlock.

 
what watt
 
what watt
 

Una scultura realizzata da bel 1.243 lampade ad incandescenza assemblate in una perfetta maxi-sfera. Ad illuminarle? La luce di una lampadina di nuova generazione a basso consumo energetico. Ovviamente!

 
what watt
 
what watt
 

What Watt? from Tim Fishlock on Vimeo.

Preview: un film su Enzo Catellani e le sue creazioni luminose

27 gennaio 2010

Il lavoro di Enzo Catellani visto dagli occhi del giovane regista Francesco Torricella: un mondo fatto di ombre, luci, suggestioni.

Due corti realizzati per l’inaugurazione della mostra presso il Righello di Milano focalizzati sui gesti del maestro al lavoro, le sue creazioni e i dettagli delle sue lampade.
E ancora, Enzo Catellani e Filippo Cannata a colloquio mentre si confrontano su tematiche inerenti alla luce e mentre discutono degli ultimi dettagli dell’installazione.
 


 
Mise en scène

 
 
“Mise en scène” e “Dialoghi” sono due spezzoni tratti dal film su Enzo Catellani – prodotti in collaborazione con Mauri Luce e Progetti – che il giovane regista Torricella sta portando a termine.
Una retrospettiva sul luminoso mondo di Catellani & Smith dove scoprire come nascono le lampade della collezione, entrare negli spazi dell’azienda e della filosofia del designer.
 

 
Dialoghi

 
 

A Milano luci di Natale sempre accese, 365 giorni l’anno

15 gennaio 2010


Duomo di Milano

 

La ville Lumière si trasferisce a Milano. Dopo il grande successo ottenuto dalla prima edizione di Light exhibition design – voluta dall’assessore all’Arredo urbano del Comune, Maurizio Cadeo, e curata da Beatrice Mosca e Marco Amato si è deciso che alcune delle opere proposte resteranno accese 365 giorni l’anno.

 


Stazione Centrale

 

Dal Duomo alla Stazione Centrale, dalla Triennale ai Navigli. L’idea è dello stesso Cedeo: “Non solo è un progetto dal punto di vista estetico molto bello. No, c’è di più. C’è che Milano è la capitale del design ed è giusto che la testimonianza di questa nostra eccellenza viva tutto l’anno”.

 


Torre Branca

 
Così a rimanere accese saranno le luci del Duomo, su rosoni e absidi. Stesso destino per le proiezioni firmate da Alain Guillot sulla Stazione Centrale. E ancora: illuminazione definitiva per la Torre Branca, l’Arengario e Corso Como. Luci, ancora sulla chiesa di piazzale Aquileia, sulla facciata disegnata da Giò Ponti. E sul naviglio Grande, con fasci colorati azionati da una manopola “leonardesca”, e sulle guglie della Triennale, con l’illuminazione firmata da Maurizio Lucchi. Insomma: Natale tutto l’anno!
 

Naviglio Grande

 

The Living Wall Project

27 novembre 2009

Basta un tocco alla carta da parati per accendere una lampada, riprodurre musica, o controllare il tostapane e il termostato. The Living Wall project -una wallpaper-interattiva- nasce da uno studio capitanato da Leah Buechley del Massachusetts Institute of Technology Media Lab e, oltre che da decorazione della casa, è in grado di controllare i dispositivi elettronici.

Il progetto utilizza vernici magnetiche e conduttive per creare circuiti dal design attraente.

Ovviamente non vediamo l’ora di provarla!