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	<title>Mauri Blog &#187; CORRENTI DI PENSIERO</title>
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	<description>Mauri Luce e Progetti</description>
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		<title>Enzo Catellani: La luce? Sensibilità innanzitutto</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Oct 2009 12:54:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[CORRENTI DI PENSIERO]]></category>
		<category><![CDATA[MAURI LUCE & PROGETTI]]></category>

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		<description><![CDATA[
Spontaneo, sincero e inaspettatamente umile nel raccontare una storia, la sua e quella della sua azienda, la Catellani &#38; Smith, iniziata negli anni ’70 e oggi conosciuta a livello internazionale come una delle attività più creative del comparto della luce.
Enzo Catellani è un vero artista che ama plasmare la materia e trovare e inseguire soluzioni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img title="enzo catellani" src="http://blog.mauriluceprogetti.it/images/catellani1/catellani_1.jpg" alt="enzo catellani" /></p>
<p>Spontaneo, sincero e inaspettatamente umile nel raccontare una storia, la sua e quella della sua azienda, la <strong>Catellani &amp; Smith</strong>, iniziata negli anni ’70 e oggi conosciuta a livello internazionale come una delle attività più creative del comparto della luce.</p>
<p><strong>Enzo Catellani</strong> è un vero artista che ama plasmare la materia e trovare e inseguire soluzioni diverse, emozionali, personalissime.<br />
E se a livello locale rende orgogliosa la realtà bergamasca, ricca di maestranze qualificate dal grande ingegno quella che ama sperimentare, mettersi in gioco, trovare strade diverse, a livello internazionale il suo nome trova spazio accanto a quelli di pilastri indiscussi come <strong>Ingo Maurer</strong>.</p>
<p>Durante la serata dei <strong>PERCORSI FRA SENSAZIONI, LUCE E DESIGN</strong>, voluta da <strong>Mauri Luce e Progetti</strong>, Enzo Catellani ha raccontato la sua avventura. Dagli esordi con l’acquisizione di ALADINO, un piccolo negozio di luce a Bergamo: <em>”dove imparo L’ABC dei 12 Volt”</em>, fino ai giorni nostri con le sue ultime esaltanti sfide: i LED.</p>
<p><img title="enzo catellani linea torciù" src="http://blog.mauriluceprogetti.it/images/catellani1/catellani_2.jpg" alt="enzo catellani linea torciù" /></p>
<p><em>linea TORCIU’</em></p>
<p><img title="enzo catellani linea torciu" src="http://blog.mauriluceprogetti.it/images/catellani1/catellani_3.jpg" alt="enzo catellani linea torciu" /></p>
<p><em>linea TORCIU’</em></p>
<p><em>“Creare lampade è un gioco molto semplice. E’ la lampadina che fa luce e non di certo il lampadario. Quindi qualsiasi cosa le si metta attorno è chiamato lampadario”.</em></p>
<p>Una grande premessa apre la serata: <em><strong>“La luce è sensibilità innanzitutto”</strong></em>, un motto che condiziona e guida le scelte aziendali e tutta la direzione creativa fin dai primi anni.</p>
<p>Ed è proprio grazie a questa convinzione, ad un diverso modo di guardare alla luce e di proporla, la cura dei dettagli e il lavoro artigianale a cui si deve la fortuna iniziale ed il grande entusiasmo con cui il mercato accoglie le prime linee dell’azienda negli anni ’80. La serie <strong>TORCIU’</strong> e quella degli <strong>ALBERI DELLA LUCE</strong> ne sono un esempio. <em>“La linea fece letteralmente una strage, ne vendemmo e ne continuiamo a vendere moltissime. La sua forza? Quella di usare un materiale molto duttile come i flex -tubi metallici flessibili- per creare l’effetto di un vecchio lampadario”</em>.</p>
<p><img title="enzo catellani linea torciù" src="http://blog.mauriluceprogetti.it/images/catellani1/catellani_4.jpg" alt="enzo catellani linea torciù" /></p>
<p><em>linea TORCIU’</em></p>
<p><img title="enzo catellani linea alberi della luce" src="http://blog.mauriluceprogetti.it/images/catellani1/catellani_5.jpg" alt="enzo catellani linea alberi della luce" /></p>
<p><em>linea ALBERI DELLA LUCE</em></p>
<p>Ma non è un caso; possiamo infatti dire che <strong>tutta la produzione della Catellani &amp; Smith nasce da sperimentazioni e rivisitazioni di materiali</strong>.<br />
La linea <strong>LUCI D’ORO</strong> del ‘92 nasce da un’intuizione: <em>“Mi commissionarono l’illuminazione di una chiesa dove volevo realizzare una luce poetica e adatta ad un luogo di culto, che di certo non è la stessa di un supermercato. La soluzione venne trovata con un gioco di riflessioni su un disco rivestito di foglia d’oro”</em>. L’effetto piacque talmente tanto che fu lo spunto per una delle linee più rappresentative della casa.</p>
<p><img title="enzo catellani linea luci d'oro" src="http://blog.mauriluceprogetti.it/images/catellani1/catellani_6.jpg" alt="enzo catellani linea luci d'oro" /></p>
<p><em>linea LUCI D’ORO</em></p>
<p><img title="enzo catellani linea luna nel pozzo" src="http://blog.mauriluceprogetti.it/images/catellani1/catellani_7.jpg" alt="enzo catellani linea luna nel pozzo" /></p>
<p><em>linea LUNA NEL POZZO</em></p>
<p>Da piccoli incidenti domestici:<br />
<em>“La creazione della <strong>LUNA NEL POZZO</strong> nacque da un piccolo incidente avvenuto in laboratorio. Una lampada da 12 Volt era finito nell’acqua. Prima intimorito, poi stupito, mi accorsi che non creava nessun tipo di tensione a contatto con l’acqua”</em>.</p>
<p>E da sperimentazioni di materiali:<em> “Il modello <strong>FIL DE FER</strong> fu inizialmente concepito per risolvere un’istallazione-scultura per un soffitto gigantesco. Alla fine al committente non piacquero le palle intrecciate. Fortunatamente perseverai nell’idea. Oggi ho 14 persone che si occupano a tempo pieno della sua realizzazione”.</em></p>
<p><img title="enzo catellani linea fil de fer" src="http://blog.mauriluceprogetti.it/images/catellani1/catellani_8.jpg" alt="enzo catellani linea fil de fer" /></p>
<p><em>linea FIL DEL FER</em></p>
<p>Ma se Catellani stupisce per la realizzazione di luci imponenti, fisiche e molto evidente, riesce a trovare la stessa forza espressiva anche per le serie più minimal: come <strong>LUCENERA</strong>, dove il designer cerca una soluzione per far scomparire la lampada e visualizzare solo la luce. L’essenziale.<br />
O come l’ultima serie <strong>ECO-LOGIC LAMP</strong>:</p>
<p><em>“Ho finalmente trovato un nuovo materiale da plasmare: il LED. Con esso le possibilità sono realmente infinite. A partire dal fatto che la lampada non ha più ingombro. Inoltre è molto più agevole lavorare sulla qualità della luce, sul risparmio. Insomma sulla dimensione Zen dell’illuminazione, senza contare la riduzione di CO² e il grandissimo risparmio di energia”.</em></p>
<p><img title="enzo catellani linea eco-logic lamp" src="http://blog.mauriluceprogetti.it/images/catellani1/catellani_9.jpg" alt="enzo catellani linea ecologic lamp" /></p>
<p><em>linea ECO-LOGIC LAMP</em></p>
<p>E proprio con i LED Catellani inaugura un nuovo capitolo della sua produzione. Ma, come confida lui stesso, siamo solo agli inizi.<em> </em><strong><em>Quello che uscirà da questa nuova tecnologia stupirà il mercato della luce e lo riaccenderà con un bagliore e un’intensità completamente diversa.</em></strong></p>
<p>Quindi aspettiamoci a breve altre novità, questo il consiglio, e iniziamo a guardare alla luce in una nuova ottica (per tutti coloro che fossero interessati, il designer sta eseguendo un piccolo tour di presentazione dei suoi nuovi prodotti).</p>
<p>Oggi <strong>Catellani &amp; Smith</strong> conta 50 dipendenti, una fantasia senza sosta e la libertà di continuare a sperimentare senza l’assillo della vendita:<br />
<em>“La mia estrema libertà progettuale è data prima di tutto da una grandissima fortuna: non vado a cercare clienti ma sono loro che cercano me!<br />
Inoltre ho la fortuna di poter sperimentare senza l’ausilio di stampi: quelli che ti costringono poi a vendere!<br />
Sono un produttore leggero. Per questo mi posso permettere il lusso di creare senza l’assillo della vendita”.</em></p>
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		</item>
		<item>
		<title>Percorsi tra luce e design: intervista a Marco Acerbis</title>
		<link>http://blog.mauriluceprogetti.it/percorsi-tra-luce-e-design-intervista-a-marco-acerbis/</link>
		<comments>http://blog.mauriluceprogetti.it/percorsi-tra-luce-e-design-intervista-a-marco-acerbis/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 15 Jul 2009 20:55:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[CORRENTI DI PENSIERO]]></category>

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		<description><![CDATA[Formazione al Politecnico di Milano, una lunga esperienza in uno degli studi più prestigiosi del mondo, come quello di Sir Norman Foster a Londra -esperienza più che invidiabile per ogni architetto-designer-.
Infine l’apertura di un suo studio in Italia da dove collabora con le più importanti aziende del settore: FontanaArte, Desalto, Max Design, Alias, Colombo Design [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Formazione al Politecnico di Milano, una lunga esperienza in uno degli studi più prestigiosi del mondo, come quello di <a href="http://www.fosterandpartners.com/Practice/Default.aspx">Sir Norman Foster</a> a Londra -esperienza più che invidiabile per ogni architetto-designer-.<br />
Infine l’apertura di un suo studio in Italia da dove collabora con le più importanti aziende del settore: <a href="http://www.fontanaarte.it/index_b.php">FontanaArte</a>, <a href="http://www.desalto.it">Desalto</a>, <a href="http://www.maxdesign.it">Max Design</a>, <a href="http://www.aliasdesign.it/">Alias</a>, <a href="http://www.colombodesign.it">Colombo Design</a> solo per citarne alcune.<br />
&nbsp;<br />
Oggi <a href="http://www.marcoacerbis.com">Marco Acerbis</a> è uno dei giovani nomi di spicco nel panorama del design italiano ma anche internazionale.<br />
Mauri Luce e Progetti ha avuto l’onore di averlo ospite per una serata durante i suoi <a href="http://blog.mauriluceprogetti.it/la-serata-con-marco-acerbis/">PERCORSI FRA SENSAZIONI, LUCE E DESIGN</a> e di conoscere più da vicino il suo lavoro:<br />
&nbsp;<br />
<center><img src="http://blog.mauriluceprogetti.it/images/acerbis-1/acerbis1_avion.jpg" /></center><br />
<center><em>AVION, Fontana Arte</em></center><br />
&nbsp;<br />
<center><img src="http://blog.mauriluceprogetti.it/images/acerbis-1/acerbis1b_avion.jpg" /></center><br />
<center><em>AVION, Fontana Arte</em></center><br />
&nbsp;<br />
<strong>Quanto sono stati importanti i vari passaggi della tua carriera lavorativa? Cosa ti ha dato la formazione al Politecnico, e cosa l’incredibile opportunità di lavorare in uno degli studi più ambiti del mondo come quello di Sir Norman Foster?</strong><br />
<em>E’ stato importante realizzare, mentre ero al primo anno di università, che l’unico modo per imparare era mettersi alla prova sul campo e che per farlo bisognava andare all’estero dove la cultura è più meritocratica e dove in uno studio come quello di Foster si ha l’opportunità non solo di lavorare ma anche di guardare e capire una molteplicità di progetti che contemporaneamente vengono sviluppati. Successivamente è stato importante capire che dovevo accettare la sfida e provarci da solo. Per ora sono in Italia ma questo è un mestiere dove devi essere pronto a muoverti in base alle opportunità.</em><br />
&nbsp;<br />
<strong>Ti muovi agilmente tra design e architettura, quale è il tuo approccio quando sei di fronte ad un nuovo progetto e da cosa parti? Suggestioni? Tecnologia? Natura?&#8230;</strong><br />
<em>Parto dal buon senso e dalla mia necessità di creare un equilibrio tra ciò che mi viene chiesto, ciò che desidero e il contesto in cui opero.</em><br />
&nbsp;<br />
<strong>Come definiresti il tuo stile?</strong><br />
<em>Pulito e sincero</em><br />
&nbsp;<br />
<center><img src="http://blog.mauriluceprogetti.it/images/acerbis-1/acerbis3_polaris.jpg" /></center><br />
<center><em>POLARIS, Fontana Arte</em></center><br />
&nbsp;<br />
<center><img src="http://blog.mauriluceprogetti.it/images/acerbis-1/acerbis4_vertigo.jpg" /></center><br />
<center><em>VERTIGO, Fontana Arte</em></center><br />
&nbsp;<br />
<strong>Quanto sono importanti le tecnologie nel tuo percorso e nei tuoi progetti? Quanto sperimenti? Puoi citarci alcune delle tue creazioni più interessati sotto questo punto di vista?</strong><br />
<em>Le tecnologia non hanno importanza in se, sono solo il mezzo per raggiungere un fine che c’era nella mente prima che ci fosse la tecnologia o senza sapere che ci fosse una tecnologia in grado di raggiungerlo. Penso sia la Vertigo che abilmente, piegando una lamiera, crea una forma piena, solida e perfetta.</em><br />
&nbsp;<br />
<strong>Quanto conta l’ispirazione della natura nelle tue creazioni? Hai accostato l’immagine di un canyon alla Facciata dello Xeliox, l’Eclissi al Progetto della villa nelle Bahamas e il Taglio dei diamanti alla lampada Vertigo. Parlacene.</strong><br />
<em>Noi siamo parte della natura, mi viene più facile ispirarmi guardando la natura perché è un qualcosa che ci accomuna tutti in tutto il mondo e in cui ci riconosciamo a prescindere da razze, religioni ed esperienze.</em><br />
&nbsp;<br />
<strong>Nel mondo della produzione ci sono migliaia di tavoli, sedie, divani…. Il design è solo un gioco di stile? Che caratteristiche deve avere un oggetto perché rimanga impresso nella memoria divenendo un icona e non l’ennesima variazione si stile?</strong><br />
<em>Deve passare la prova del tempo come tutti gli oggetti che oggi diciamo contemporanei e magari hanno centinaia di anni. Quindi, nessun mio oggetto è di design, forse tra qualche decennio comincerò ad intuire qualcosa in base a come regge il tempo. Per ora sono solo oggetti. Saranno davvero di design quando saranno usati e nessuno si domanderà chi li ha disegnati. Come nella natura: se vedi un albero non ti domandi ogni volta chi l’ha creato, lo apprezzi e basta o se vedi una ruota la usi ma non ti chiedi chi l’ha progettata o quando.</em><br />
&nbsp;<br />
<center><img src="http://blog.mauriluceprogetti.it/images/acerbis-1/acerbis5_fly.jpg" /></center><br />
<center><em>FLY, Alias</em></center><br />
&nbsp;<br />
<center><img src="http://blog.mauriluceprogetti.it/images/acerbis-1/acerbis6_fly.jpg" /></center><br />
<center><em>FLY, Alias</em></center></p>
<p><span id="more-460"></span><br />
<strong><br />
Quali sono le direzioni dove deve muoversi oggigiorno un progetto? Che significato hanno le parole “risparmio”, “ecologico”, “eco-compatibile” nelle tue realizzazioni?</strong><br />
<em>Equilibrio, buon senso e cultura dell’oggetto come opposto a ‘usa e getta’, consumismo sfrenato e cultura dell’ego. La sostenibilità non è un fatto progettuale, la sostenibilità è uno stile di vita che tutti noi dovremmo abbracciare e cercare di capire. Non mi ritengo un ambasciatore della sostenibilità ma soltanto qualcuno che magari si fa più domande di altri ma comunque non se le fa mai in numero sufficiente.</em><br />
&nbsp;<br />
<strong>Quanto tieni conto delle abitudini di vita di un tuo committente nella progettazione di una abitazione privata? E di uno spazio pubblico? Cerchi solo la funzionalità e l’efficienza oppure è importante anche il confort dello spazio e il suo calore?</strong><br />
<em>La funzionalità senza il calore umano è inutile. L’uomo necessita di riconoscersi nel calore dell’ambiente in cui vive ed è scontato che tale ambiente debba essere funzionale al fine per cui è progettato.</em><br />
&nbsp;<br />
<strong>Come usi la luce nei tuoi progetti?</strong><br />
<em>In modo che non sia troppo predominante e che lasci spazio alla luce naturale.</em><br />
&nbsp;<br />
<strong>Da cosa parti per la progettazione di una lampada? Dall’effetto che farà l’oggetto nell’ambiente? O il tipo di luce che produrrà?</strong><br />
<em>Da che tipo di lampada voglio progettare e quindi dalla luce che farà e da chi sarà l’utente ipotetico.</em><br />
&nbsp;<br />
<center><img src="http://blog.mauriluceprogetti.it/images/acerbis-1/acerbis7_xeliox.jpg" /></center><br />
<center><em>XELIOX</em></center><br />
&nbsp;<br />
<center><img src="http://blog.mauriluceprogetti.it/images/acerbis-1/acerbis8_xeliox.jpg" /></center><br />
<center><em>XELIOX</em></center><br />
&nbsp;<br />
<center><img src="http://blog.mauriluceprogetti.it/images/acerbis-1/acerbis9_xeliox.jpg" /></center><br />
<center><em>XELIOX</em></center><br />
&nbsp;<br />
<strong>Quali tuoi progetti architettonici sono stati costruiti su esigenze di illuminazione?</strong><br />
<em>Nessuno o tutti . L’illuminazione è la condizione per vedere. Sarebbe bello fare un museo per ciechi dove non c’è illuminazione ma solo stimoli per gli altri sensi e dove coloro che vedono devono essere presi per mano da coloro che non vedono, essendo tutto buio ma ricco di suoni, odori e sensazioni.</em><br />
&nbsp;<br />
<strong>Nel campo dell’illuminazione si parla sempre di più di LED. Come vedi le potenzialità di questo nuovo sistema di illuminazione e cosa ne pensi dell’eliminazione delle vecchie lampadine a tungsteno?</strong><br />
<em>Penso che abbia dei lati positivi perché in alcuni casi la luce è soffice, ha anche dei lati positivi dal punto di vista termico, ma penso che oggi non siano ancora alla portata di tutti. Per quanto riguarda le lampadine faccio a lei la domanda: è più facile riciclare le lampadine a incandescenza o quelle nuove a basso consumo? E’ più importante consumare meno energia elettrica con un prodotto più difficile da smaltire o viceversa? Chi decide cosa promuovere sul mercato mondiale si fa queste domanda? E’ un tema aperto ma nessuno sembra contribuire un granché se non quando scopre che le lampadine per far funzionare il pezzo di design anni 60 spariranno…ma allora era di design?</em><br />
&nbsp;<br />
<strong>Cosa consiglieresti ad un giovane appena laureato?</strong><br />
<em>Anni fa, un famoso e ormai vecchio architetto italiano a questa stessa domanda rispose :’ di sposare una donna ricca’. Forse è per questo motivo che tranne rari casi in Italia l’architettura non eccelle più dagli anni 60. Io invece gli consiglierei di imparare a disegnare a mano libera, studiare la storia dell’architettura e del design, leggere i giornali, viaggiare molto, confrontarsi con gli altri, vivere le architetture costruite, non guardarle solo sulle riviste, imparare almeno 4 lingue tra cui russo e cinese, lavorare all’estero, essere curioso di tutto, chiedersi sempre perché, non avere paura di fare domande, capire che differenza c’è tra un 1 metro e 10 metri, studiare la luce del sole…Insomma fare l’architetto, nessuno te lo può insegnare, nasci così.</em><br />
&nbsp;<br />
<center><img src="http://blog.mauriluceprogetti.it/images/acerbis-1/acerbis10_dubai.jpg" /></center><br />
<center><em>Competizione per la torre TALL EMBLEM , Dubai</em></center><br />
&nbsp;<br />
<center><img src="http://blog.mauriluceprogetti.it/images/acerbis-1/acerbis11_dubai.jpg" /></center><br />
<center><em>Competizione per la torre TALL EMBLEM , Dubai</em></center><br />
&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>LA PROGETTAZIONE DELLA LUCE NEGLI SPAZI SACRI: INTERVISTA CON BIANCA TRESOLDI – LIGHTING DESIGNER</title>
		<link>http://blog.mauriluceprogetti.it/la-progettazione-della-luce-negli-spazi-sacri-intervista-con-bianca-tresoldi-%e2%80%93-lighting-designer/</link>
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		<pubDate>Fri, 16 Jan 2009 16:39:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[CORRENTI DI PENSIERO]]></category>

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		<description><![CDATA[
&#160;
&#160;
Bianca Tresoldi è un lighting designer di Milano con un esperienza ventennale nel campo della progettazione della luce.
Il suo studio “Bianca Tresoldi lighting design” di Milano, sviluppa progetti illuminotecnici per strutture pubbliche e private, istallazioni fisse o temporanee di centri storici, urbani, piani della luce, spazi commerciali, uffici, eventi per la moda, musei, mostre, luoghi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://blog.mauriluceprogetti.it/images/biancatresoldi/bianca-tresoldi-A.jpg" /><br />
&nbsp;<br />
&nbsp;<br />
<a href="http://www.tresoldilight.com/">Bianca Tresoldi</a> è un lighting designer di Milano con un esperienza ventennale nel campo della progettazione della luce.<br />
Il suo studio <a href="http://www.tresoldilight.com/">“Bianca Tresoldi lighting design”</a> di Milano, sviluppa progetti illuminotecnici per strutture pubbliche e private, istallazioni fisse o temporanee di centri storici, urbani, piani della luce, spazi commerciali, uffici, eventi per la moda, musei, mostre, luoghi di culto, hotel, abitazioni private, parchi e giardini.</p>
<p>Durante l’ultimo appuntamento de <a href="http://blog.mauriluceprogetti.it/i-percorsi-della-luce/">“I Percorsi della Luce”</a> abbiamo avuto il piacere di ospitarla nel nostro showroom a Bergamo e ci ha parlato approfonditamente della progettazione della luce in chiese e, in genere, negli edifici sacri.<br />
&nbsp;<br />
&nbsp;<br />
<img src="http://blog.mauriluceprogetti.it/images/biancatresoldi/bianca-tresoldi-1.jpg" /><br />
&nbsp;<br />
&nbsp;<br />
<img src="http://blog.mauriluceprogetti.it/images/biancatresoldi/bianca-tresoldi-.jpg" /><br />
&nbsp;<br />
&nbsp;<br />
<strong>Mauri Luce e Progetti- Cosa vuol dire progettare l’illuminazione di un luogo di culto? Quale è l’approccio per la progettazione rispetto ad un normale progetto di lighting design?</strong><br />
<strong>Bianca Tresoldi</strong>: Illuminare un luogo di culto, come una chiesa, non significa solo intervenire su un opera architettonica ad alto contenuto artistico, ma è soprattutto lavorare su uno spazio edificato ed organizzato per le funzioni religiose, la preghiera ed il raccoglimento. Le chiese sono progettate nella coerenza del rito, dove l’uomo celebra con preghiere, segni e simboli l’insegnamento e la comunione con il divino; l’atto liturgico si esprime attraverso il supporto di simbologie di riferimento che sono in stretta relazione con la luce.<br />
La conoscenza degli spazi celebrativi e delle relative liturgie è il primo passo per poter definire con la luce artificiale precise gerarchie luminose che devono essere realizzate attraverso gradienti di illuminamento mirati e soluzioni tecnologiche non invasive.</p>
<p><strong>MLP- Quali i requisiti: come deve apparire una chiesa illuminata?</strong><br />
<strong>BT-</strong> Nella storia dell’architettura gli edifici sacri hanno sempre narrato il desiderio di trascendente, tutto è studiato in modo tale da far sentire il fedele in uno spazio qualitativamente diverso da quello terreno. La chiesa è un opera architettonica, e ogni stile architettonico è la proiezione di un pensiero e di una filosofia dominante in una data epoca, il modo di catturare la luce naturale, che filtra dalle finestre appartiene all’idea specifica del vivere e concepire lo spazio in un preciso periodo storico; la luce artificiale perciò non può esimersi dal considerare questi importanti aspetti, anzi deve attenersi rigorosamente alla filosofia progettuale che caratterizza il complesso architettonico. Ma la chiesa è soprattutto uno spazio sacro dove il compito affidato alla luce artificiale è sì quello di definire precise gerarchie in funzione delle aree celebrative ma è principalmente quello di tracciare un segno dal profondo significato simbolico. La luce è una guida, in senso metaforico, è forza ed è di grande supporto per il raccoglimento e le funzioni liturgiche. La luce è espressione ed entra in relazione con la sensibilità di chi l’osserva.<br />
La luce artificiale quindi deve interagire con tre importanti valenze: quella liturgica, simbolica ed architettonica.<br />
&nbsp;<br />
&nbsp;<br />
<strong>MLP-Quali i vincoli da rispettare e le necessità?</strong><br />
<strong>BT-</strong> Ogni singolo edificio di culto richiede, al fine di una corretta e buona illuminazione, un progetto di illuminazione studiato su misura per quella determinata chiesa, è impensabile replicarlo ne tanto meno standardizzarlo.<br />
Esistono comunque degli obiettivi comuni da rispettare:</p>
<ul>
<li>Rispettare e favorire la funzione culturale dell’edificio</li>
<li>Valorizzare le valenze artistiche ed architettoniche dell’edificio</li>
<li>Garantire un confort visivo ai fedeli e a visitatori</li>
<li>Garantire la conservazione delle opere d’arte nel tempo; la luce è responsabile in parte del deterioramento foto-chimico di affreschi, tele, sculture lignee,….</li>
<li>Utilizzare apparecchi illuminanti compatti non troppo invasivi a livello estetico</li>
<li>Prevedere un impianto luci flessibile a livello gestionale</li>
<li>Prevedere apparecchi illuminanti di qualità con elevati standard tecnologici</li>
<li>Rispetto del risparmio energetico</li>
<li>Rispetto dei costi di manutenzione dell’impianto</li>
<li>Semplicità di utilizzo dell’impianto con chiari comandi di accensione</li>
<li>Sapiente regia luminosa che determina scenografe di luce adatte ad ogni momento liturgico.</li>
</ul>
<p><span id="more-163"></span><br />
&nbsp;<br />
&nbsp;<br />
<img src="http://blog.mauriluceprogetti.it/images/biancatresoldi/bianca-tresoldi-2.jpg" /><br />
&nbsp;<br />
&nbsp;<br />
<strong>MLP-Come vengono illuminate le diverse parti di una chiesa?</strong><br />
<strong>BT-</strong> E’ difficile costruire i criteri generali da trasportare nella progettazione della luce, troppo complesso è il groviglio che accompagna ogni esperienza professionale; posso tentare di filtrare, dall’esperienza personale, alcune considerazioni tratte dai miei progetti. Una chiesa vive e organizza il suo spazio in funzione delle differenti celebrazioni ed ogni azione richiede di essere accompagnata da contesti spaziali e luminosi organizzati in modo differente. Illuminare una chiesa richiede un iter metodologico che permetta di organizzare in modo gerarchico gli effetti luminosi e di classificarli in:</p>
<ul>
<li>illuminazione generale</li>
<li>illuminazione zonale</li>
<li>illuminazione d’accento</li>
</ul>
<p>&nbsp;<br />
&nbsp;<br />
<strong>L’illuminazione generale</strong> deve garantire una buona uniformità soprattutto nell’area dell’assemblea; e in funzione delle caratteristiche dimensionali dell’edificio e dell’affluenza dei fedeli può essere suddivisa in più accensioni. Questa illuminazione deve garantire ai fedeli e al coro la partecipazione alla celebrazione e assicurare livelli di illuminamento utili alla lettura dei testi e dei canti con valori medi orizzontali pari a <em>100lux</em> massimo <em>150lux</em> per le celebrazioni solenni.<br />
In funzione alle caratteristiche morfologiche della chiesa è possibile integrare l’illuminazione generale con dell’altra illuminazione supplementare quella architettonica.<br />
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<strong>L’illuminazione zonale</strong>, evidenzia i luoghi dove avviene la liturgia, facendo riferimento alle chiese con liturgia Cristiana, l’area del presbiterio è la più importante. Il presbiterio è il luogo dove si svolge la liturgia e quindi è la zona più illuminata su cui tutta l’assemblea volge lo sguardo.<br />
Nel presbiterio ci sono tre luoghi da evidenziare: l’altare, fulcro visibile e segno della presenza di Cristo, l’ambone, cerniera tra il presbiterio e la navata e la sedia presidenziale, ben visibile in diretta comunicazione con l’assemblea, oltre che alla croce, segno iconografico posto accanto o sopra l’altare. Anche il catino absidale deve essere leggibile in quanto sfondo dell’intera area presbiteriale. I valori dei livelli di illuminamento variano e dipendono principalmente dal grado di foto-sensibilità delle superfici. Durante le celebrazioni, l’illuminazione zonale dell’altare deve garantire un livello di illuminamento di circa tre volte superiore all’illuminazione generale presente nell’area presbiteriale. Altri spazi della chiesa richiedono un illuminazione zonale, ad esempio la fonte battesimale o la zona riservata alla custodia eucaristica.<br />
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<strong>L’illuminazione d’accento</strong> evidenzia alcuni dettagli e simboli più eminenti della liturgia e può essere estesa anche ad alcuni particolari architettonici dell’edificio. Il riferimento più importante è la croce, emblema per il cristiano.<br />
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<center><em>Torre civica Santo Stefano, Casale Monferrato, AL (Bianca Tresoldi, lighting desiger)</em></center><br />
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<strong>MLP- Quali i corpi luminosi e le fonti d’illuminazione più utilizzati?<br />
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<strong>BT-</strong> Il lighting designer deve avere le conoscenze e le capacità professionali per vagliare le migliori soluzioni tecnologiche del momento in relazione agli obiettivi di progetto. La scelta degli apparecchi illuminati e delle sorgenti artificiali contribuiscono a determinare la buona riuscita del progetto illuminotecnico. La ricerca tecnologica odierna offre prodotti sempre più efficienti e di dimensioni contenute ed è quindi possibile trovare soluzioni interessanti per realizzare impianti percettivamente discreti in grado di non deturpare l’insieme ambientale. Le sorgenti luminose devono avere caratteristiche spettrali adatte a valorizzare le peculiarità cromatiche degli spazi e del patrimonio iconografico devozionale, capaci di mantenere una buona stabilità del flusso luminoso e cromatico nel tempo. Gli apparecchi illuminanti e i dispositivi devono essere certificati e quindi prodotti e collaudati da ditte specializzate che dichiarino la qualità di conformità.<br />
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<strong>MLP- Come si progetta e da cosa si parte per ideare l’illuminazione di un luogo di culto?<br />
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<strong>BT-</strong> E’ difficile rispondere alla domanda come si progetta, si può progettare bene o male essere un sensibile o un distratto lighting designer, ma l’iter progettuale che ogni professionista affronta quando inizia un nuovo progetto è sempre uguale. Innanzitutto si analizza e si studia il luogo, l’edificio e tutto ciò che è contenuto in esso, poi si studia la liturgia, si analizzano le esigenze del committente, del progettista e dei consulenti. La luce rende visibile gli oggetti e i luoghi esistenti ma crea anche una nuova dimensione della realtà, plasmare la luce significa, per un lighting designer, spingersi dentro uno spazio, stabilire con la personale sensibilità una nuova dimensione che è differente in ognuno di noi. Creare luce è strettamente legato all’individuale esperienza, sensibilità e cultura.</p>
<p><strong>MLP- Quali sono le illuminazioni principali in una chiesa?<br />
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<strong>BT-</strong> L’integrazione della luce artificiale con la liturgia è il risultato della delicata analisi della regia luminosa che solitamente si costruisce con le indicazioni fornite dalla Curia. Un buon progetto di illuminazione deve prevedere diversi scenari luminosi in relazione ai vari momenti liturgici:</p>
<ul>
<li>luce di servizio</li>
<li>luce per le funzioni feriali</li>
<li>luce per le funzioni festive</li>
<li>luce per le funzioni solenni</li>
<li>luce per le cerimonie particolari</li>
<li>luce per la preghiera</li>
<li>luce architettonica dello spazio</li>
</ul>
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<img src="http://blog.mauriluceprogetti.it/images/biancatresoldi/bianca-tresoldi-8.jpg" /><br />
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<strong>MLP- Come convivono e si integrano l’illuminazione dell’architettura e quella della funzione?<br />
</strong><strong>BT-</strong> Lavorando sulle varie accensione si possono costruire scenografie particolareggiate. L’illuminazione architettonica contribuisce ad aumentare i livelli di illuminamento già presenti della zona presbiteriale e della navata ad esempio durante le funzioni solenni; aiuta a leggere e percepire meglio lo spazio, se calibrata bene con l’illuminazione funzionale contribuisce a rendere bella e piacevole la chiesa durante una cerimonia particolare, ad esempio un matrimonio o un battesimo.<br />
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<img src="http://blog.mauriluceprogetti.it/images/biancatresoldi/bianca-tresoldi-11.jpg" /><br />
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<strong>MLP-Quali i progetti di lighting design di luoghi di culto nel mondo più rappresentativi?<br />
</strong><strong>BT-</strong> Nel mondo ci sono moltissimi ottimi esempi, cito alcuni che personalmente ricordo, ciò non significa che siano i più rappresentativi ma semplicemente quelli che mi sono venuti in mente.<br />
<strong>Giubilee Church – Roma, Italia<br />
Akshardham Temple – New Delhi, India<br />
Kazans Kij Cathedral – San Pietroburgo, Russia<br />
Central Synagogue – New York,USA<br />
Notre Dame – Parigi, Francia<br />
Church of Our Lady – Dresden, Germania<br />
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<strong>MLP- Ci sono corsi specifici in materia di illuminazione dei luoghi di culto?<br />
</strong><strong>BT-</strong> Ci sono stati molti convegni in merito, nel 2009 (data ancora non confermata) AIDI l’associazione Italiana di Illuminazione sta organizzando un importane convegno a Roma, Milano e a Venezia dal titolo: “luce per le chiese: quale illuminazione nei luoghi di culto?”<br />
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