LAC – EVENTO MANUEL AIRES MATEUS – 26 MAGGIO 2011 ORE 18.30

23 maggio 2011


 
Mauri Luce & Progetti, sponsor tecnico dell’evento, vi invita al terzo incontro organizzato dall’ Associazione L.A.C. Laboratorio di Architettura Contemporanea, che propone una serata con l’architetto portoghese Manuel Aires Mateus.
L’incontro si terrà giovedì 26 maggio, alle ore 18.30, presso il Tempio di San Sebastiano, a Mantova.
Prima dell’incontro con l’architetto Manuel Aires Mateus, in aula Bertani, presso la Scuola di Architettura e Società – Politecnico di Milano, p.zza d’Arco 3, si svolgerà una conferenza in cui verrà presentato il volume “Manuel Aires Mateus un Tempio per gli Dei di Pietra†a cura dell’architetto Davide Turrini.

Dopo l’evento con Walter Aragonese e con Danilo Gerotto e Peter Reichegger , quello con l’architetto Manuel Aires Mateus è il terzo laboratorio che mira a condividere opinioni e cultura legata al progetto architettonico in un’ottica di divulgazione della cultura progettuale della nostra epoca.

 

 

Manuel Aires Mateus nasce a Lisbona, Portogallo, nel 1963. Si laurea in architettura alla F.A./ U.T.L., a Lisbona nel 1986.
Collabora con l’architetto Gonçalo Byrne dal 1983 e nel 1988 fonda a Lisbona, con il fratello Francisco, lo studio Aires Mateus & Associados. Il suo lavoro è attento alle specificità di ogni contesto dove si è trovato ad operare elaborando sempre soluzioni in equilibrio tra la ricerca plastica, i principi spaziali classici ed il carattere dei luoghi. L’aderenza fra l’ideazione e la costruzione, sono il risultato di una meticolosa esplorazione delle possibilità che lo scavo della materia offre scegliendo modalità espressive lontane dagli eccessi formali che caratterizzano i linguaggi dell’architettura contemporanea. Ha affrontato in numerosi progetti e realizzazioni temi che vanno dall’abitare alle infrastrutture urbane, dagli edifici pubblici agli allestimenti museali. Tra i suoi lavori ricordiamo il Museo del Faro di Santa Maria a Cascais, il Centro Culturale di Sines, la Sede del Rettorato dell’Università di Lisbona, la Residenza per Studenti dell’Università di Coimbra, la
Mensa al Campus dell’Università di Aveiro, il Centro di ricerca a Furnas, Casa a Lieira, la Casa ad Azeitão e la Casa ad Alenquer. Dal 1997 è professore cattedratico nell’Univerisità Lusiada di Lisbona, e dal 1998 nell’università Autonoma di Lisbona. Dal 2001 è professore presso l’Accademia di Architettura di Mendrisio. Dal 2002 al 2005 è Visiting Professor alla Graduate School of Design, Harvard University, Cambridge, Massachusetts, USA.
E’ chiamato a partecipare a numerose conferenze e seminari in Germania, Argentina, Austria, Belgio, Brasile, Canada, Cile, Croazia, Slovenia, Spagna, USA, Gran Bretagna, Italia, Irlanda, Giappone, Messico, Norvegia, Svezia, Svizzera e Portogallo.

Bernd Beisse presto da Mauri Bergamo

18 aprile 2011

Dopo il successo dell’evento “Bernd Beisse: Emotional lighting†, presentato in concomitanza con la Design Week di Milano nel nostro showroom di via Montenero, abbiamo il piacere di segnalarvi che verrà riproposto, a breve, anche a Bergamo. Per l’occasione potrete assistere ad un workshop dove scoprire tutte le peculiarità della “luce psicologicaâ€.
Di seguito alcune delle immagini del workshop tenuto da Bernd Beisse allo I.E.D di Milano, lo scorso 12 aprile.

 

 
Vi segnaliamo inoltre che, oltre alle soluzioni dell’azienda tedesca, avremo il piacere di ospitare i prodotti e gli allestimenti di alcune delle aziende più interessanti visionate durante Euroluce, come Vetreria Vistosi e Penta.

 

Salone del Mobile – Euroluce 2011: SABATO

16 aprile 2011


 
LANDSCAPES LUMINOSI
Report di Sara Moroni (Divisione illuminotecnica Mauri Luce & Progetti)

Luce come elemento architettonico capace di generare, definire e animare gli spazi.
Grandi e totemici oppure tecnologici e completamente integrati nell’architettura i prodotti luce divengono mezzo privilegiato tramite il quale creare nuovi e inediti paesaggi esperienziali.
OMBRE LUMINOSE che ridisegnano gli spazi
 

 
INTRECCI E TEXTURES che dialogano con la luce e l’architettura
 

 

 

 
OGGETTI SOSPESI che ridefiniscono la geometria dei luoghi
 

 

 

 

RIFLESSI DI LUCE che rievocano emozioni primordiali
 

 

 

SOTTILI FOGLI ELETTROLUMINESCENTI che diventano lampade tridimensionali
 

 

PRODOTTI NOMADI che segnalano percorsi temporanei con pochissimi watt
 

 

 

Euroluce 2011. Led it be!
Report di INES PAGANELLI (Showroom Mauri Luce&Progetti Bergamo)

Euroluce 2011. Led, led, led. E allora… Led it be!
La tecnologia avanza incessante nella direzione dei Light Emitting Diode, alias Led, sviluppati in parallelo o in sostituzione delle tradizionali sorgenti.
 

Ktribe di Flos
 

A parità di forme – si vedano Arco, Ktribe e Taccia di Flos – i Led trasformano un “classico†del design di sempre in una lampada d’avanguardia, dove l’integrazione con le nuove tecnologie esalta forme assolute e ormai intramontabili. A parità di funzione – si veda Linea continua di Simes – assicurano efficienze illuminotecniche nettamente superiori ai precedenti chip, con disponibilità cromatiche in grado di eguagliare gli indici delle tradizionali sorgenti.

 

Capix di Zumtobel
 

Linea continua di Simes
 

Una tecnologia, quella a Led, che spazia non solo dagli interni agli esterni, ma anche dalle piccole alla grandi dimensioni. Nulla di Davide Groppi elimina ogni apparato di emissione convenzionale: un punto nel soffitto di sei millimetri proietta sulle superfici sottostanti un cono di luce di circa un metro e mezzo di diametro; Capix Led di Zumtobel crea una rete vera e propria di led, flessibile e modellabile sulla superficie su cui aderisce, con cui illuminare facciate di edifici ed ottenere effetti scenografici del tutto customizzabili.
In sostanza, il led continua ad invadere il mondo della luce, senz’altro con esiti positivi, ma in continua evoluzione.

 

Linea continua di Simes
 

Salone del Mobile – Euroluce 2011: VENERDI

15 aprile 2011


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Report di CHIARA CARUCCI (Divisione Illuminotecnica Mauri Luce & progetti)

L’impressione generale visitando i padiglioni dedicati ad EUROLUCE è stata di un atteggiamento positivo delle aziende rispetto alla crisi. Ho trovato buoni investimenti nella ricerca di nuove tecnologie e materiali.
Le sorgenti a led si confermano come un ottimo spunto per progetti green e innovativi.
 

Ingo Maurer
 

Ingo Maurer
 
Come sempre innovativi e fuori dagli schemi Catellani&Smith e Ingo Maurer.
Quest’ultimo mi ha sorpreso particolarmente per due Zettel’s: una dedicata ai 150anni dell’unità d’Italia, l’altra con i classici fogli di carta giapponese, alcuni bianchi, altri con un circuito stampato per l’accensione di una fila di led a bassa potenza. Entrambe le sospensioni verranno prodotte in edizione limitata.>

 

Ingo Maurer
 

Report di LUISA CODAZZA (Tecnico commerciale Mauri Luce& Progetti)

In data 12.04 Euroluce ha aperto le porte al mondo del settore.
Personalmente è la prima volta che seguo questo importante avvenimento di settore con particolare interesse, in quanto da pochi mesi è diventato il mio argomento di lavoro.

 

Flos, foto di Francesca Nasi e Corrado Camoran
 

Durante la visita ho potuto constatare come la gran parte dei produttori abbiano incanalato i loro sforzi progettuali ed economici nel mondo del LED e della eco-sostenibilità.
Sono molte le idee presentate al mercato che miscelano semplicità nelle forme, tecnologia e grande versatilità, come ha presentato Vibia con Origami.

 

Flos, foto di Francesca Nasi e Corrado Camoran
 

Davide Groppi, foto di Francesca Nasi e Corrado Camoran
 
Gli stands che contengono prodotti interessanti sono: Fontana Arte , Davide Groppi con la lampada da terra Sanpey, Oty light , Buzzi & Buzzi che si è distinto per la ricerca di materiali innovativi ed ecologici il “ AirCoralâ€.
E’ importante partecipare a questa manifestazione per valutare e vedere in anteprima i nuovi prodotti, mantenere, iniziare o riprendere rapporti con agenti e agenzie del settore.

 

Davide Groppi, foto di Francesca Nasi e Corrado Camoran
 

Davide Groppi, foto di Francesca Nasi e Corrado Camoran
 

Sono anche cosciente che per un’azienda partecipare a questo avvenimento è un impegno oltre che di tempo e organizzazione anche economico, per cui è molto apprezzabile vedere gli sforzi che molte aziende fanno per essere presenti a questa vetrina.

 

Davide Groppi, foto di Francesca Nasi e Corrado Camoran
 

Taj-di-Ferruccio-Laviani-by-Kartell, foto: Rossana Pedrali
 

Kartell, foto: Rossana Pedrali
 

Kartell, foto: Rossana Pedrali
 

Kartell, foto: Rossana Pedrali
 

DALLA SEMPLIFICAZIONE MINIMALISTA alla COMPLESSITA’ del SISTEMA ORGANICO
Report di LAURA ROTTOLI (Divisione Illuminotecnica Mauri Luce & progetti)


La coesistenza di un’essenzialità minimalista e del ritorno in auge della forma è apparsa evidente in questa edizione di Euroluce.

Da una parte, la tendenza a portare all’estremo la magia della luce quale mezzo impalpabile che rende percepibile e concreta la materia ha portato anche quest’anno a sviluppare prodotti che quasi scompaiono. Forse, la novità è che non si tratta più di una semplificazione fine a se stessa per annullarsi nell’architettura, ma nei progetti più interessanti, è sempre finalizzata a suscitare l’emozione di uno scorcio di luce naturale: si vedano, ad esempio, alcuni dei prodotti di Vibia quali Plus o Link, che sembrano lucernari che lasciano filtrare la luce dall’esterno; in questo filone si inseriscono sicuramente anche le novità diFlos SoftArchitecture, come Wall Rupture.

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Link Vibia 6


Plus Vibia 7

Dall’altra, l’ispirazione al mondo della natura conduce verso forme morbide oppure, al contrario, verso forse geometriche ma organizzate in sistemi, reti che riempiono lo spazio secondo geometrie frattali. Si vedano Kundalini Clove, Vibia Match,Vibia Origami, Vibia Puck, Flos Aim.

Inserirei le elegantissime Chiusa Parentesi, Sorry Giotto e OmbradiCatellani&Smith in un’area di confine fra le due tendenze: molto interessante la ricerca formale che riduce al minimo la materia e al contempo amplifica al massimo l’emozione.

 

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Link Vibia 4


Vibia 5

 

Sottofondo comune a tutti gli indirizzi estetici è la consapevolezza della necessità di una coscienza ecologica, che si esprime ora nella scelta di sorgenti led, ora nell’utilizzo di materiali riciclabili o addirittura nel tentativo di integrare i pannelli fotovoltaici, come nel caso di O Sole Mio di Antonangeli.

 



Oty


Sorry Giotto C&S

 

L’utilizzo dei led da parte delle aziende più attente dal punto di vista tecnico, quali ad esempio DGA o Zumtobel, è  mirato ad un’alta qualità del prodotto per ottenere performance illuminotecniche di tutto rispetto. Da uno sguardo complessivo all’Euroluce 2011 le potenzialità di queste nuove sorgenti, anche dal punto di vista della formale, non sembrano essere ancora state esplorate al massimo.


Vibia 9


Pepita C&S

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Salone del Mobile – Euroluce 2011: GIOVEDI

14 aprile 2011


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LA LUCE ARREDA GLI ESTERNI
Report di ALEXIA LATO (Divisione illuminotecnica Mauri Luce & Progetti)

L’illuminazione degli esterni comincia a diventare sempre più fonte di ispirazione per la luce decorativa e campo interessante per la ricerca e la sperimentazione di nuove tecnologie.

Vediamo infatti come nel proprio giardino si può ricreare il comfort e l’atmosfera dell’ambiente domestico (Filofilo di Penta); o arredarlo con oggetti luminosi di varia forma e colore (Pill-Low di Oluce).

Ed è interessante, inoltre, la creazione di nuovi materiali (il DurCoral è un materiale resistente agli urti e alle abrasioni) e l’attenzione al risparmio energetico ( O’sole mio di Antonangeli, lampada a carica solare).

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FOTO di Alexia Lato


Boxes di Vibia


Filofilo di Penta


O’ Sole Mio di Antonangeli


Pill-Low di Oluce


Spillo outdoor di Kundalini


Wind di Vibia

BENVENUTO RISPARMIO ENERGETICO!
Report di GIORGIA SANTIANI  (Divisione Illuminotecnica Mauri Luce & progetti)

In seguito alle normative europee volte a ridurre l’impatto ambientale derivante dall’impiego di prodotti di illuminazione poco efficienti, Euroluce si presenta quest’anno all’insegna della ecosostenibilità.

Le aziende affrontano quindi una sfida importante: proporre nuove linee di prodotti compatibili con le nuove sorgenti a risparmio, e modificare i prodotti già esistenti ove possibile.
Tra gli esempi da citare, Serpentine, una sospensione in alluminio estruso dalla forma sinuosa presentata da Fontana Arte, le nuove lampade da tavolo a led Foscarini, la collezione Eco-Logic Light di Cattelani & Smith, la sospensione con due sorgenti fluorescenti R.RAY di Ross Lovegrove per Danese, e un’altra sospensione firmata Danese con sorgente a led.

 

FOTO DI GIORGIA SANTIANI


Molte le novità a led anche per Flos e Artemide, che puntano a stupire con forme morbide e sinuosità sottili.

Parlando di eco sostenibilità, impossibile poi non citare l’azienda Buzzi&Buzzi, in prima fila nella ricerca di nuovi materiali. Nuovo è il brevetto per il materiale AirCoral® , che non si limita a non inquinare ma purifica l’ambiente
dove viene installato e conseguentemente migliora la vita degli utilizzatori.

Un’altra testimonianza dell’impegno delle aziende per migliorare la qualità dei prodotti in relazione all’ambiente che ci circonda.

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EVENTO DANILO GEROTTO E PETER REICHEGGER – 25 MARZO 2011 ORE 18.30

21 marzo 2011


 
Secondo appuntamento promosso da L.A.C. Laboratorio di Architettura Contemporanea, sulla città ed il paesaggio urbano: un momento importante per condividere opinioni e cultura legata al progetto architettonico.
Dopo il primo intervento di Walter Angonese, saliranno in cattedra Danilo Gerotto e Peter Reichegger, due architetti che dialogheranno sui processi di trasformazione della città.
Un’occasione imprendibile che ha l’obiettivo di creare un laboratorio per divulgare la cultura progettuale della nostra epoca.
Vi aspettiamo Venerdì 25 MARZO 2011 ORE 18.30 presso la Chiesa Santa Maria della Vittoria, a Mantova.
 
Danilo Gerotto nasce nel 1965. Studia architettura allo I.U.A.V. di Venezia, dove si laurea nel 1994. Dal 1992 al 2004 è dirigente del settore urbanistica del comune di Jesolo. In questo periodo diventa coordinatore per il Comune di Jesolo delle proposte di sviluppo urbano redigendo una variante generale al PRG che recepisce il master plan della città elaborato da Kenzo Tange. Il suo lavoro in questi anni, si rivolge verso un impegno che cerca una sintesi operativa tra le proposte di iniziativa privata e la loro coerenza con le ipotesi di pianificazione elaborate da Kenzo Tange. 
E’ responsabile del progetto IPP-Jesolo, Politica Integrata di Prodotto ai servizi turistici, coinvolgendo vari partner sia pubblici che privati. Progetto finanziato dalla Comunità Europea nell’ambito del programma LIFE Ambiente. Ora è dirigente del settore urbanistica della Provincia di Venezia.
 
Peter Reichegger nasce nel 1963, è Amministratore Delegato di Hobag Spa, società di costruzioni edili e sviluppo immobiliare di Campo Tures, Bolzano, da anni impegnata in alcuni interventi significativi nella città di Jesolo, tra i quali lo “Jesolo Lido Village†e “the Beach Houses†progettati dall’architetto americano Richard Meier. Sin dalla data di fondazione, l’azienda ha sempre condiviso le stesse passioni e visioni imprenditoriali basate principalmente su una miscela di continuità ed innovazione. Principi come competenza, qualità ed idee sono la base concreta sulla quale si fondano i rapporti tra i clienti di Hobag ed i suoi partners. Le attività di Hobag si sono sviluppate negli anni sia in ambito nazionale sia all’estero ed il suo portfolio lavori ora comprende progetti residenziali, commerciali, industriali, retail, negozi, hotel & leisure ed opere pubbliche.

W.A. EVENTO WALTER ANGONESE – 11 MARZO 2011 ORE 18.30

9 marzo 2011


 
Un appuntamento imprendibile. Da marzo a giugno alcuni tra i protagonisti dell’architettura contemporanea si danno appuntamento a Mantova con una serie di conferenze promosse da L.A.C. Laboratorio di Architettura Contemporanea, sulla città ed il paesaggio urbano.
Un’occasione imprendibile che ha l’obiettivo di creare un laboratorio per divulgare la cultura progettuale della nostra epoca. I primi quattro incontri diventano inoltre, per l’omogeneità anagrafica degli autori, un momento di riflessione e confronto sul tema del progetto contemporaneo affrontato in termini generazionali da autori di diverse provenienze culturali e di formazione.

 

 

Sono stati invitati:

Walter Angonese (11 marzo), architetto, Italia, conferenza, chiesa S. Maria della Vittoria, Mantova.
Danilo Gerotto (25 marzo), architetto, responsabile del settore pianificazione della provincia di Venezia.
Peter Reichegger (25 marzo), CEO Hobag, conferenza, chiesa S. Maria della Vittoria, Mantova.
Francisco Mangado (13 aprile) , architetto, Spagna, conferenza al tempio di San Sebastiano, Mantova.
Landskap Arkitektur Snøhetta, Norvegia, conferenza al tempio di San Sebastiano, Mantova.
Manuel Aires Mateus, architetto, Portogallo, conferenza, San Sebastiano, Mantova.
 
Primo appuntamento con Walter Angonese
 

Il primo incontro del 2011, che si terrà il giorno 11 marzo, alle ore 18.30, presso la Chiesa Santa Maria della Vittoria, a Mantova, vede come protagonista l’architetto Walter Angonese.
 
Continuate a seguirci per scoprire i dettagli dei prossimi incontri.
 
 

 
 
Walter Angonese nasce nel 1961 a Kaltern – Sudtirolo. Studia architettura allo I.U.A.V. di Venezia, dove si laurea nel 1990 con Vittorio Gregotti. Nel 1992 fonda lo studio “a5†Angonese Galvagnini Scherer, con sede a Bolzano. Nel 2002 si trasferisce a Kaltern, dove vive e lavora da solo con il supporto di partner e freelancer. La sua attività di docente lo vede impegnato dal 1999 presso la Technische Universität di Innsbruck in Austria e dal 2007 presso l’Accademia di Architettura di Mendrisio nella Svizzera italiana.
E’ chiamato a partecipare a numerose conferenze, visitings, workshops e critiche in numerose facoltà tra cui in Italia Palermo, Reggio Calabria, Napoli, Cagliari, Roma, Genova, Milano, Cesena, Mantova, Venezia, e all’estero Bregenz, Innsbruck, Graz, Vienna, München, Stuttgart, Delft, Zurigo, Londra, Porto. I suoi progetti indagano da sempre il sottile rapporto che l’architettura instaura con il luogo attraverso una visione dapprima pragmatica, poi programmatica ed infine processuale e narrativa. Temi propri del suo lavoro sono la relazione tra topografia e tipologia, il rapporto tra artificiale, storia, ibrido, casuale. Un approccio sospeso fra tradizione e astrazione concettuale che restituisce opere intense fatte di poche parole pronunciate senza clamore.
Tra le sue opere si ricordano il museo delle miniere di Steinhaus Ca’di pietra in Val Aurina, il museo di Castel Tirolo, il museo della farmacia a Bressanone, la casa per lavoratori dell’azienda agricola Enzenberg a Siebeneich, Terlano, la tenuta Manincor, l’autogrill Lanz a Natz Schabs Naces Sciabes, il centro per visitatori Karersee presso il lago di Carezza, le nuove cantine St. Michael Eppan ad Appiano, il nuovo flagship store della Moessmer a Bolzano. Attualmente sta lavorando a due impegnativi progetti come la casa del collezionista a Bolzano ed il progetto per una cantina a Torre a Velletri nei Castelli Romani.
 
 
Mauri Luce & Progetti – Maurigroup è uno degli sponsor dell’evento.

Enzo Catellani: La luce? Sensibilità innanzitutto

1 ottobre 2009

enzo catellani

Spontaneo, sincero e inaspettatamente umile nel raccontare una storia, la sua e quella della sua azienda, la Catellani & Smith, iniziata negli anni ’70 e oggi conosciuta a livello internazionale come una delle attività più creative del comparto della luce.

Enzo Catellani è un vero artista che ama plasmare la materia e trovare e inseguire soluzioni diverse, emozionali, personalissime.
E se a livello locale rende orgogliosa la realtà bergamasca, ricca di maestranze qualificate dal grande ingegno quella che ama sperimentare, mettersi in gioco, trovare strade diverse, a livello internazionale il suo nome trova spazio accanto a quelli di pilastri indiscussi come Ingo Maurer.

Durante la serata dei PERCORSI FRA SENSAZIONI, LUCE E DESIGN, voluta da Mauri Luce e Progetti, Enzo Catellani ha raccontato la sua avventura. Dagli esordi con l’acquisizione di ALADINO, un piccolo negozio di luce a Bergamo: â€dove imparo L’ABC dei 12 Voltâ€, fino ai giorni nostri con le sue ultime esaltanti sfide: i LED.

enzo catellani linea torciù

linea TORCIU’

enzo catellani linea torciu

linea TORCIU’

“Creare lampade è un gioco molto semplice. E’ la lampadina che fa luce e non di certo il lampadario. Quindi qualsiasi cosa le si metta attorno è chiamato lampadarioâ€.

Una grande premessa apre la serata: “La luce è sensibilità innanzituttoâ€, un motto che condiziona e guida le scelte aziendali e tutta la direzione creativa fin dai primi anni.

Ed è proprio grazie a questa convinzione, ad un diverso modo di guardare alla luce e di proporla, la cura dei dettagli e il lavoro artigianale a cui si deve la fortuna iniziale ed il grande entusiasmo con cui il mercato accoglie le prime linee dell’azienda negli anni ’80. La serie TORCIU’ e quella degli ALBERI DELLA LUCE ne sono un esempio. “La linea fece letteralmente una strage, ne vendemmo e ne continuiamo a vendere moltissime. La sua forza? Quella di usare un materiale molto duttile come i flex -tubi metallici flessibili- per creare l’effetto di un vecchio lampadarioâ€.

enzo catellani linea torciù

linea TORCIU’

enzo catellani linea alberi della luce

linea ALBERI DELLA LUCE

Ma non è un caso; possiamo infatti dire che tutta la produzione della Catellani & Smith nasce da sperimentazioni e rivisitazioni di materiali.
La linea LUCI D’ORO del ‘92 nasce da un’intuizione: “Mi commissionarono l’illuminazione di una chiesa dove volevo realizzare una luce poetica e adatta ad un luogo di culto, che di certo non è la stessa di un supermercato. La soluzione venne trovata con un gioco di riflessioni su un disco rivestito di foglia d’oroâ€. L’effetto piacque talmente tanto che fu lo spunto per una delle linee più rappresentative della casa.

enzo catellani linea luci d'oro

linea LUCI D’ORO

enzo catellani linea luna nel pozzo

linea LUNA NEL POZZO

Da piccoli incidenti domestici:
“La creazione della LUNA NEL POZZO nacque da un piccolo incidente avvenuto in laboratorio. Una lampada da 12 Volt era finito nell’acqua. Prima intimorito, poi stupito, mi accorsi che non creava nessun tipo di tensione a contatto con l’acquaâ€.

E da sperimentazioni di materiali: “Il modello FIL DE FER fu inizialmente concepito per risolvere un’istallazione-scultura per un soffitto gigantesco. Alla fine al committente non piacquero le palle intrecciate. Fortunatamente perseverai nell’idea. Oggi ho 14 persone che si occupano a tempo pieno della sua realizzazioneâ€.

enzo catellani linea fil de fer

linea FIL DEL FER

Ma se Catellani stupisce per la realizzazione di luci imponenti, fisiche e molto evidente, riesce a trovare la stessa forza espressiva anche per le serie più minimal: come LUCENERA, dove il designer cerca una soluzione per far scomparire la lampada e visualizzare solo la luce. L’essenziale.
O come l’ultima serie ECO-LOGIC LAMP:

“Ho finalmente trovato un nuovo materiale da plasmare: il LED. Con esso le possibilità sono realmente infinite. A partire dal fatto che la lampada non ha più ingombro. Inoltre è molto più agevole lavorare sulla qualità della luce, sul risparmio. Insomma sulla dimensione Zen dell’illuminazione, senza contare la riduzione di CO² e il grandissimo risparmio di energiaâ€.

enzo catellani linea ecologic lamp

linea ECO-LOGIC LAMP

E proprio con i LED Catellani inaugura un nuovo capitolo della sua produzione. Ma, come confida lui stesso, siamo solo agli inizi. Quello che uscirà da questa nuova tecnologia stupirà il mercato della luce e lo riaccenderà con un bagliore e un’intensità completamente diversa.

Quindi aspettiamoci a breve altre novità, questo il consiglio, e iniziamo a guardare alla luce in una nuova ottica (per tutti coloro che fossero interessati, il designer sta eseguendo un piccolo tour di presentazione dei suoi nuovi prodotti).

Oggi Catellani & Smith conta 50 dipendenti, una fantasia senza sosta e la libertà di continuare a sperimentare senza l’assillo della vendita:
“La mia estrema libertà progettuale è data prima di tutto da una grandissima fortuna: non vado a cercare clienti ma sono loro che cercano me!
Inoltre ho la fortuna di poter sperimentare senza l’ausilio di stampi: quelli che ti costringono poi a vendere!
Sono un produttore leggero. Per questo mi posso permettere il lusso di creare senza l’assillo della venditaâ€.

Percorsi tra luce e design: intervista a Marco Acerbis

15 luglio 2009

Formazione al Politecnico di Milano, una lunga esperienza in uno degli studi più prestigiosi del mondo, come quello di Sir Norman Foster a Londra -esperienza più che invidiabile per ogni architetto-designer-.
Infine l’apertura di un suo studio in Italia da dove collabora con le più importanti aziende del settore: FontanaArte, Desalto, Max Design, Alias, Colombo Design solo per citarne alcune.
 
Oggi Marco Acerbis è uno dei giovani nomi di spicco nel panorama del design italiano ma anche internazionale.
Mauri Luce e Progetti ha avuto l’onore di averlo ospite per una serata durante i suoi PERCORSI FRA SENSAZIONI, LUCE E DESIGN e di conoscere più da vicino il suo lavoro:
 


AVION, Fontana Arte

 

AVION, Fontana Arte

 
Quanto sono stati importanti i vari passaggi della tua carriera lavorativa? Cosa ti ha dato la formazione al Politecnico, e cosa l’incredibile opportunità di lavorare in uno degli studi più ambiti del mondo come quello di Sir Norman Foster?
E’ stato importante realizzare, mentre ero al primo anno di università, che l’unico modo per imparare era mettersi alla prova sul campo e che per farlo bisognava andare all’estero dove la cultura è più meritocratica e dove in uno studio come quello di Foster si ha l’opportunità non solo di lavorare ma anche di guardare e capire una molteplicità di progetti che contemporaneamente vengono sviluppati. Successivamente è stato importante capire che dovevo accettare la sfida e provarci da solo. Per ora sono in Italia ma questo è un mestiere dove devi essere pronto a muoverti in base alle opportunità.
 
Ti muovi agilmente tra design e architettura, quale è il tuo approccio quando sei di fronte ad un nuovo progetto e da cosa parti? Suggestioni? Tecnologia? Natura?…
Parto dal buon senso e dalla mia necessità di creare un equilibrio tra ciò che mi viene chiesto, ciò che desidero e il contesto in cui opero.
 
Come definiresti il tuo stile?
Pulito e sincero
 

POLARIS, Fontana Arte

 

VERTIGO, Fontana Arte

 
Quanto sono importanti le tecnologie nel tuo percorso e nei tuoi progetti? Quanto sperimenti? Puoi citarci alcune delle tue creazioni più interessati sotto questo punto di vista?
Le tecnologia non hanno importanza in se, sono solo il mezzo per raggiungere un fine che c’era nella mente prima che ci fosse la tecnologia o senza sapere che ci fosse una tecnologia in grado di raggiungerlo. Penso sia la Vertigo che abilmente, piegando una lamiera, crea una forma piena, solida e perfetta.
 
Quanto conta l’ispirazione della natura nelle tue creazioni? Hai accostato l’immagine di un canyon alla Facciata dello Xeliox, l’Eclissi al Progetto della villa nelle Bahamas e il Taglio dei diamanti alla lampada Vertigo. Parlacene.
Noi siamo parte della natura, mi viene più facile ispirarmi guardando la natura perché è un qualcosa che ci accomuna tutti in tutto il mondo e in cui ci riconosciamo a prescindere da razze, religioni ed esperienze.
 
Nel mondo della produzione ci sono migliaia di tavoli, sedie, divani…. Il design è solo un gioco di stile? Che caratteristiche deve avere un oggetto perché rimanga impresso nella memoria divenendo un icona e non l’ennesima variazione si stile?
Deve passare la prova del tempo come tutti gli oggetti che oggi diciamo contemporanei e magari hanno centinaia di anni. Quindi, nessun mio oggetto è di design, forse tra qualche decennio comincerò ad intuire qualcosa in base a come regge il tempo. Per ora sono solo oggetti. Saranno davvero di design quando saranno usati e nessuno si domanderà chi li ha disegnati. Come nella natura: se vedi un albero non ti domandi ogni volta chi l’ha creato, lo apprezzi e basta o se vedi una ruota la usi ma non ti chiedi chi l’ha progettata o quando.
 

FLY, Alias

 

FLY, Alias

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LA PROGETTAZIONE DELLA LUCE NEGLI SPAZI SACRI: INTERVISTA CON BIANCA TRESOLDI – LIGHTING DESIGNER

16 gennaio 2009


 
 
Bianca Tresoldi è un lighting designer di Milano con un esperienza ventennale nel campo della progettazione della luce.
Il suo studio “Bianca Tresoldi lighting design†di Milano, sviluppa progetti illuminotecnici per strutture pubbliche e private, istallazioni fisse o temporanee di centri storici, urbani, piani della luce, spazi commerciali, uffici, eventi per la moda, musei, mostre, luoghi di culto, hotel, abitazioni private, parchi e giardini.

Durante l’ultimo appuntamento de “I Percorsi della Luce†abbiamo avuto il piacere di ospitarla nel nostro showroom a Bergamo e ci ha parlato approfonditamente della progettazione della luce in chiese e, in genere, negli edifici sacri.
 
 

 
 

 
 
Mauri Luce e Progetti- Cosa vuol dire progettare l’illuminazione di un luogo di culto? Quale è l’approccio per la progettazione rispetto ad un normale progetto di lighting design?
Bianca Tresoldi: Illuminare un luogo di culto, come una chiesa, non significa solo intervenire su un opera architettonica ad alto contenuto artistico, ma è soprattutto lavorare su uno spazio edificato ed organizzato per le funzioni religiose, la preghiera ed il raccoglimento. Le chiese sono progettate nella coerenza del rito, dove l’uomo celebra con preghiere, segni e simboli l’insegnamento e la comunione con il divino; l’atto liturgico si esprime attraverso il supporto di simbologie di riferimento che sono in stretta relazione con la luce.
La conoscenza degli spazi celebrativi e delle relative liturgie è il primo passo per poter definire con la luce artificiale precise gerarchie luminose che devono essere realizzate attraverso gradienti di illuminamento mirati e soluzioni tecnologiche non invasive.

MLP- Quali i requisiti: come deve apparire una chiesa illuminata?
BT- Nella storia dell’architettura gli edifici sacri hanno sempre narrato il desiderio di trascendente, tutto è studiato in modo tale da far sentire il fedele in uno spazio qualitativamente diverso da quello terreno. La chiesa è un opera architettonica, e ogni stile architettonico è la proiezione di un pensiero e di una filosofia dominante in una data epoca, il modo di catturare la luce naturale, che filtra dalle finestre appartiene all’idea specifica del vivere e concepire lo spazio in un preciso periodo storico; la luce artificiale perciò non può esimersi dal considerare questi importanti aspetti, anzi deve attenersi rigorosamente alla filosofia progettuale che caratterizza il complesso architettonico. Ma la chiesa è soprattutto uno spazio sacro dove il compito affidato alla luce artificiale è sì quello di definire precise gerarchie in funzione delle aree celebrative ma è principalmente quello di tracciare un segno dal profondo significato simbolico. La luce è una guida, in senso metaforico, è forza ed è di grande supporto per il raccoglimento e le funzioni liturgiche. La luce è espressione ed entra in relazione con la sensibilità di chi l’osserva.
La luce artificiale quindi deve interagire con tre importanti valenze: quella liturgica, simbolica ed architettonica.
 
 
MLP-Quali i vincoli da rispettare e le necessità?
BT- Ogni singolo edificio di culto richiede, al fine di una corretta e buona illuminazione, un progetto di illuminazione studiato su misura per quella determinata chiesa, è impensabile replicarlo ne tanto meno standardizzarlo.
Esistono comunque degli obiettivi comuni da rispettare:

  • Rispettare e favorire la funzione culturale dell’edificio
  • Valorizzare le valenze artistiche ed architettoniche dell’edificio
  • Garantire un confort visivo ai fedeli e a visitatori
  • Garantire la conservazione delle opere d’arte nel tempo; la luce è responsabile in parte del deterioramento foto-chimico di affreschi, tele, sculture lignee,….
  • Utilizzare apparecchi illuminanti compatti non troppo invasivi a livello estetico
  • Prevedere un impianto luci flessibile a livello gestionale
  • Prevedere apparecchi illuminanti di qualità con elevati standard tecnologici
  • Rispetto del risparmio energetico
  • Rispetto dei costi di manutenzione dell’impianto
  • Semplicità di utilizzo dell’impianto con chiari comandi di accensione
  • Sapiente regia luminosa che determina scenografe di luce adatte ad ogni momento liturgico.

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